Mostra 'La fedeltà al vero: trent'anni di pittura di Renato Santini. - Fondazione Villa Bertelli - Forte dei Marmi (LU) - QualcosaDaFare.it
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Inaugurazione della mostra 'La fedeltà al vero: trent'anni di pittura di Renato Santini. A cura di Elisabetta Matteucci.
Si legge nella presentazione: La preziosa selezione di opere riunite negli spazi di Villa Bertelli permette al visitatore di ripercorrere la produzione artistica di Renato Santini in un arco cronologico particolarmente felice e intenso, ossia quello che dai primi anni Trenta si estende fino alla seconda metà degli anni Cinquanta. Il concorrere delle molte suggestioni e diversificate influenze nel periodo di formazione è da subito rielaborato in modo profondo e complesso da una personalità tanto giovane quanto risoluta, così come ci appare nel giovanile Autoritratto in cui un segno già graffiante e una materia ruvida accrescono l'incisività dell'immagine. Tale inclinazione risulta ben chiara nei dipinti eseguiti nel quarto decennio, un periodo tra l'altro di raro interesse documentaristico, oltre che pittorico, dato che lo stesso artista dichiarava di aver perduto traccia di gran parte delle opere elaborate in questo frangente. Dal ‘marchio a fuoco' inevitabilmente impresso dal titanico Viani, evidente - seppur sottaciuto da Santini - in motivi quali Darsena vecchia (1935) e Baracche di pescatori (1938), egli trae spunto non solo tematico nell'indagine di un'umanità sofferente e dannata di emarginati colti nei luoghi a lui familiari, ma tecnico-stilistico, pur stemperando la foga espressionistica del maestro viareggino attraverso una resa atmosferica più pacata e una modalità visiva più contemplativa. E se questo stimolo originario va sfaldandosi e mutando forma negli anni, il seme gettato dal ‘grande vàgero' sopravviverà in quella aderenza alle cose, alla loro dolente, derelitta esistenza, alla realtà e al suo eterno travaglio. Negli anni Quaranta tale fedeltà al vero si riversa in nature morte e paesaggi di rara raffinatezza, di cui sono esempio Vaso di fiori e Pineta. Luoghi desolati e lacerti di mondi inanimati sono vivificati tramite una materia pastosa, corposa, stesa ad ampie pennellate, in grado di restituire una vitalità pur quieta, un soffio leggero di vita appartata. La stessa che emana dai ritratti femminili, investendoli di una struggente malinconia, quella propria di una dimensione spazio-temporale quotidiana, domestica e allo stesso tempo eterna: la fine indagine psicologica di Santini dispiega tutta la sua capacità di penetrazione nel Ritratto di Danila (1939), come nella Maternità (1942), trovando massima espressione nella definizione di uno sguardo che, rivolto lateralmente per evitare la brutale frontalità, si apre, assorto, su una luminosa vita interiore. Si comprende dunque quanto per Santini l'adesione al vero possa e debba convivere con una costante allusione ad un significato ulteriore, ad un universo non visibile, impalpabile ma percepibile. Nel suo realismo esistenziale il paesaggio inanimato, romito, dimenticato, popolato perlopiù da oggetti consumati dal tempo e da architetture anonime, disabitate o in rovina (Periferia, 1954), diviene emblema di questo stato di eterna solitudine, di un'esistenza ai margini. Il mare, luogo topico per eccellenza della pittura di Santini, diviene scenario simbolico del destino umano e del continuo ciclo vita-morte, ma anche trasposizione figurativa di emozioni ed esperienze vissute dall'artista. Osservando le marine qui presentate, si assiste ad un progressivo incupirsi del suo sguardo, dal vivace Notturno (1950), irradiato da una inusuale luna rossa, all'arioso Bagni popolari (1953) nel quale riecheggiano, in puntuali citazioni, gli stilemi di Lorenzo Viani e Moses Levy, fino alla disperata Lampare e trespoli da pesca (1956), ove nelle scheletriche, precarie imbarcazioni inabissate in un cielo livido riecheggiano i celebri straccali, resti dimenticati di un'esistenza che fu. Come ebbe a sottolineare Guttuso, nel mondo di Santini «sono i fantasmi delle cose che compaiono assieme alle cose [...] un mondo grattato frugato dal pittore, pestato, interrogato, senza pietà di se stesso, né delle cose. Senza intimismo, senza 'poesia' sovrapposta, senza accentuazioni e senza spettacolo».

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QUANDO

Dal 16/01/2026 al 01/03/2026


Inaugurazione venerdì 16 gennaio ore 11.00
Mostra visibile tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00

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La Fondazione Villa Bertelli nasce nel 2011 e persegue esclusivamente scopi di pubblica utilità, essendo diretta ad arrecare benefici a terzi, diretti e/o indiretti, e non ha fine di lucro.

Villa Bertelli è uno spazio espositivo unico nel panorama della Versilia, gli spazi espositivi articolati su due piani consentono di ospitare due mostre distinte comtemporanteamente. In questi anni si sono fatte molte importanti mostre d'arte, sia 'personali' che collettive, ospitando i migliori artisti del momento e ricordando artisti importanti per il nostro territorio. L'arte può essere un veicolo potente per far muovere le persone. L'arte è uno dei motori strategici per far conoscere il nostro patrimonio artistico e culturale. Crea occasioni di incontro e conoscenza. Contribuisce attivamente alla costruzione di una rete di relazioni internazionali che permette alla Fondazione e al Comune di portare il nome di Forte dei Marmi nel mondo.

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Mostra dedicata all'artista fiorentino Ottone Rosai, incentrata sulla sua visione e interpretazione del paesaggio toscano.

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QUANDO

Dal 09/10/2026 al 10/01/2027
Chiuso il 25/12/2026
Chiuso il 01/01/2027


Tutti i giorni 16.00-19.00. Chiuso 25 Dicembre e 1° Gennaio

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Il Museo propone una sezione permanente di arte moderna sul territorio con opere di artisti, che, nel corso della vita, hanno conosciuto Forte dei Marmi e qui hanno trovato ispirazione per la loro produzione artistica. La sede è al secondo piano di Villa Bertelli, ridisegnato per accogliere questa straordinaria iniziativa, che contribuirà al miglioramento dell'offerta culturale del paese e al riappropriarsi della sua identità storica.

Forte dei Marmi, infatti, oltre a essere una nota meta turistica e balneare, nel secolo scorso è stata il crocevia di varie correnti di arte moderna, grazie a intellettuali e celebri artisti, che qui hanno villeggiato, lavorato e vissuto. Tra le due guerre, il caffè Roma, il 'Quarto Platano' di piazza Garibaldi, era diventato il loro ritrovo e dette vita ad una lunga stagione culturale, di cui fortunatamente è stata recuperata memoria. Lunga e prestigiosa la lista dei nomi: da Guido Borgianni, Massimo Campigli, Felice Carena, Bruno Cassinari, ad Arturo Dazzi, Giorgio De Chirico, Raffaele De Grada, Achille Funi, Ugo Guidi, da Renato Guttuso, Vasilij Kandinsky, Alberto Magnelli, Giacomo Manzù, Marino Marini, Francesco Messina, a Giuseppe Migneco, Giorgio Morandi, Ottone Rosai, Alberto Savinio, Gino Severini, Ardengo Soffici, Ernesto Treccani; oltre a celebri scrittori e poeti come Piero Bigongiari, Magda De Grada, Eugenio Montale, Piero Santi, Giuseppe Ungaretti. Una storia di primissimo piano, non solo per la cultura locale, ma per l'Italia intera, che corre l'obbligo di ricordare e valorizzare.

Raccogliendo le istanze della comunità di abitanti, cittadini e affezionati turisti proprietari di seconde case, la Fondazione Corrente Onlus si è fatta promotrice della costituzione di un Comitato scientifico per la raccolta di un primo nucleo di opere per la costituzione del Museo.

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QUANDO

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Da settembre a giugno tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00.
Luglio tutti i giorni dalle 17.00 alle 22.00.
Agosto tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 22.00.
In occasione dei concerti (o per le date di chiusura) la mostra sarà chiusa il pomeriggio.

COSTI

Biglietto intero: €8,00
Biglietto ridotto: €5,00 per Residenti Forte dei Marmi, Under 21 e Over 70
Gratuito: bambini fino ai 10 anni, giornalisti iscritti all'albo, guide turistiche, persone con disabilità

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Fasciatoio presso Villa Bertelli

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Omaggio a Thomas Mann nel centenario del suo soggiorno a Forte dei Marmi, da cui trasse ispirazione per scrivere nel 1929 il racconto 'Mario e il Mago'. Il film 'Morte a Venezia' (1971) di Luchino Visconti, tratto dall'omonimo romanzo di Thomas Mann, è un'allegoria profonda sulla decadenza, sulla crisi dell'arte e sull'ossessione per la bellezza ideale. Nel film si intrecciano la ricerca della perfezione, l'attrazione per l'irrazionale e la morte, nello specifico del protagonista che va di pari passo con il declino di Venezia, la città dove è ambientato il libro e il film.

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QUANDO

Venerdì 23/10/2026


Ore 21:00

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Primo di due appuntamenti con l'evento DIALOGHI D'ANIMA, dedicati alla musica da camera e al dialogo tra strumenti, interpreti e compositori. Protagonisti del concerto due straordinari musicisti: Astrig Siranossian, violoncello, e Nathanaël Gouin, pianoforte. Il programma accosta la celebre Sonata per violoncello e pianoforte in sol minore di Sergej Rachmaninov alla Sonata per violoncello e pianoforte in la minore di Igor Raykhelson.

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Sabato 24/10/2026


Ore 17:00

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Protagonista della serata il Canaja Brass Quintet, formato da Erika Patrucco, Michele Tarabbia, Federico Amari, Riccardo Amari e Marina Boselli. L'ensemble fondato nel 2018 tra le mura del Conservatorio 'Guido Cantelli' di Novara, riunisce cinque musicisti accomunati dalla volontà di valorizzare il repertorio cameristico per ottoni, attraverso programmi che accostano la grande letteratura musicale a sonorità e linguaggi differenti. Il concerto attraversa epoche e stili, mettendo in dialogo la scrittura di Wolfgang Amadeus Mozart con l'universo musicale di George Gershwin, in un percorso che esalta la versatilità timbrica dell'ensemble e la capacità degli ottoni di muoversi tra eleganza, brillantezza e ritmo. Una proposta che coniuga la cura della musica da camera con un approccio comunicativo diretto, nel segno dell'energia e della personalità interpretativa.

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Domenica 25/10/2026


Ore 21:00

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Ingresso € 15,00

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Concerto per violino e pianoforte con la violinista Ekaterina Astashova e il Maestro Igor Raykhelson al pianoforte.

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Sabato 31/10/2026


Ore 17.00

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