Raffaello, La Madonna del Baldacchino - Cattedrale dei SS. Maria Assunta e Giovanni Battista - Pescia (PT) - QualcosaDaFare.it
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La mostra di Pescia si inserisce in questo contesto e, attraverso l'esposizione della maestosa pala dipinta da Raffaello, raffigurante La Madonna del Baldacchino, intende portare all'attenzione dei visitatori la ricostruzione del tessuto storico e delle vicende artistiche collegate alla genesi e alla fruizione dell'opera stessa.

La mostra quindi, in aggiunta al valore assoluto dell'opera che sarà esposta, acquista una importante connotazione di valorizzazione del territorio e delle sue connessioni culturali perché la grande pala d'altare dipinta da Raffaello tornerà nella città e nella sede dove fu conservata fino alla fine del seicento.

L'allestimento all'interno della cattedrale di Pescia consentirà un dialogo tra la pala originale di Raffaello e la copia commissionata nel ‘600 al pittore Pier Dandini nel momento del trasferimento dell'opera a Firenze.
Da questi brevi cenni si può comprendere come vada in mostra non solo un'opera di eccezionale rilevanza ma la storia di un territorio nel suo complesso, in uno dei suoi più importanti periodi di fioritura artistica.

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DOVE

Piazza del Duomo, 16

Toscana

43.900640°, 10.691640°

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QUANDO

Dal 06/05/2023 al 01/10/2023


dalle 10.00 alle 20.00

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La chiesa che sembra risalire al V-VI secolo, è stata più volte ricostruita.
In un documento del '875, viene nominata come pieve battesimale per poi essere consacrata nel 1062 da papa Alessandro II, che, secondo la tradizione, fu pievano di Pescia.
Interamente ricostruita dopo l'incendio della città nel 1281, conserva alcune testimonianze databili al XIII secolo. Risalgono a questa epoca le tracce del paramento murario sul fianco sinistro, i resti dell'ambone riadattati a leggio e il campanile, che si ritiene un'antica torre della cerchia muraria in parte modificata dall'inserimento di monofore, bifore e trifore nel 1306.
Le forme attuali risalgono al 1684 quando si ricostruì interamente la chiesa in seguito al crollo della cupola che aveva distrutto gran parte dell'edificio medioevale

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Il trittico di Luca della Robbia e della sua Scuola si trovava, bisognoso di cure, nella Cappella privata del Vescovo, è stato restaurato e trasferito in Cattedrale per poter essere posto a disposizione di un vasto pubblico, di fedeli, appassionati d'arte e turisti. Il trittico-dossale fu eseguito, secondo gli studiosi, tra il 1459 ed il 1470 e comunque entro il 1472, l'anno del conferimento del giuspatronato dello Spedale del Tau di Altopascio ai Capponi. L'opera fu sicuramente commissionata dai Capponi di Firenze a Luca della Robbia e porta una doppia 'firma'che permette una sicura attribuzione: lo stemma di famiglia (nero e argento) che si trova sul trittico, in basso a destra, mentre sulla sinistra c'è lo stemma del Tau di Altopascio. Il grande trittico era stato forse pensato per una chiesa più importante ma poi destinato a Pescia, per la piccola chiesa-oratorio di San Biagio che la Magione del Tau di Altopascio aveva in Piazza Grande (oggi Piazza Mazzini). L'oratorio è andato distrutto, ma rimangono molti resti della Magione e lo stemma invetriato della famiglia Capponi in quella che oggi è la prestigiosa e storica sede della Misericordia di Pescia.

Si ha un'altra data certa: 1847, il trasferimento nella Cappella del Vescovado, per decisione di un Vescovo pesciatino, Pietro Forti.

Una vita 'movimentata' per l'opera di Luca della Robbia, che consiste in una magnifica Madonna con Bambino, Angeli e Santi (a destra San Giacomo ed il suo bastone da pellegrino ed a sinistra San Biagio, o secondo altra ipotesi San Frediano). L'opera è stata installata nella sua attuale dimora, in occasione del Giubileo dei 500 anni della Diocesi di Pescia.

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