Changing Table - Villa Bertelli Foundation - Villa Bertelli Foundation - Forte dei Marmi (LU) - QualcosaDaFare.it
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La Fondazione Villa Bertelli nasce nel 2011 e persegue esclusivamente scopi di pubblica utilità, essendo diretta ad arrecare benefici a terzi, diretti e/o indiretti, e non ha fine di lucro.

Villa Bertelli è uno spazio espositivo unico nel panorama della Versilia, gli spazi espositivi articolati su due piani consentono di ospitare due mostre distinte comtemporanteamente. In questi anni si sono fatte molte importanti mostre d'arte, sia 'personali' che collettive, ospitando i migliori artisti del momento e ricordando artisti importanti per il nostro territorio. L'arte può essere un veicolo potente per far muovere le persone. L'arte è uno dei motori strategici per far conoscere il nostro patrimonio artistico e culturale. Crea occasioni di incontro e conoscenza. Contribuisce attivamente alla costruzione di una rete di relazioni internazionali che permette alla Fondazione e al Comune di portare il nome di Forte dei Marmi nel mondo.

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Inaugurazione della mostra 'La fedeltà al vero: trent'anni di pittura di Renato Santini. A cura di Elisabetta Matteucci.
Si legge nella presentazione: La preziosa selezione di opere riunite negli spazi di Villa Bertelli permette al visitatore di ripercorrere la produzione artistica di Renato Santini in un arco cronologico particolarmente felice e intenso, ossia quello che dai primi anni Trenta si estende fino alla seconda metà degli anni Cinquanta. Il concorrere delle molte suggestioni e diversificate influenze nel periodo di formazione è da subito rielaborato in modo profondo e complesso da una personalità tanto giovane quanto risoluta, così come ci appare nel giovanile Autoritratto in cui un segno già graffiante e una materia ruvida accrescono l'incisività dell'immagine. Tale inclinazione risulta ben chiara nei dipinti eseguiti nel quarto decennio, un periodo tra l'altro di raro interesse documentaristico, oltre che pittorico, dato che lo stesso artista dichiarava di aver perduto traccia di gran parte delle opere elaborate in questo frangente. Dal ‘marchio a fuoco' inevitabilmente impresso dal titanico Viani, evidente - seppur sottaciuto da Santini - in motivi quali Darsena vecchia (1935) e Baracche di pescatori (1938), egli trae spunto non solo tematico nell'indagine di un'umanità sofferente e dannata di emarginati colti nei luoghi a lui familiari, ma tecnico-stilistico, pur stemperando la foga espressionistica del maestro viareggino attraverso una resa atmosferica più pacata e una modalità visiva più contemplativa. E se questo stimolo originario va sfaldandosi e mutando forma negli anni, il seme gettato dal ‘grande vàgero' sopravviverà in quella aderenza alle cose, alla loro dolente, derelitta esistenza, alla realtà e al suo eterno travaglio. Negli anni Quaranta tale fedeltà al vero si riversa in nature morte e paesaggi di rara raffinatezza, di cui sono esempio Vaso di fiori e Pineta. Luoghi desolati e lacerti di mondi inanimati sono vivificati tramite una materia pastosa, corposa, stesa ad ampie pennellate, in grado di restituire una vitalità pur quieta, un soffio leggero di vita appartata. La stessa che emana dai ritratti femminili, investendoli di una struggente malinconia, quella propria di una dimensione spazio-temporale quotidiana, domestica e allo stesso tempo eterna: la fine indagine psicologica di Santini dispiega tutta la sua capacità di penetrazione nel Ritratto di Danila (1939), come nella Maternità (1942), trovando massima espressione nella definizione di uno sguardo che, rivolto lateralmente per evitare la brutale frontalità, si apre, assorto, su una luminosa vita interiore. Si comprende dunque quanto per Santini l'adesione al vero possa e debba convivere con una costante allusione ad un significato ulteriore, ad un universo non visibile, impalpabile ma percepibile. Nel suo realismo esistenziale il paesaggio inanimato, romito, dimenticato, popolato perlopiù da oggetti consumati dal tempo e da architetture anonime, disabitate o in rovina (Periferia, 1954), diviene emblema di questo stato di eterna solitudine, di un'esistenza ai margini. Il mare, luogo topico per eccellenza della pittura di Santini, diviene scenario simbolico del destino umano e del continuo ciclo vita-morte, ma anche trasposizione figurativa di emozioni ed esperienze vissute dall'artista. Osservando le marine qui presentate, si assiste ad un progressivo incupirsi del suo sguardo, dal vivace Notturno (1950), irradiato da una inusuale luna rossa, all'arioso Bagni popolari (1953) nel quale riecheggiano, in puntuali citazioni, gli stilemi di Lorenzo Viani e Moses Levy, fino alla disperata Lampare e trespoli da pesca (1956), ove nelle scheletriche, precarie imbarcazioni inabissate in un cielo livido riecheggiano i celebri straccali, resti dimenticati di un'esistenza che fu. Come ebbe a sottolineare Guttuso, nel mondo di Santini «sono i fantasmi delle cose che compaiono assieme alle cose [...] un mondo grattato frugato dal pittore, pestato, interrogato, senza pietà di se stesso, né delle cose. Senza intimismo, senza 'poesia' sovrapposta, senza accentuazioni e senza spettacolo».

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From January 16 2026 to March 1 2026


Inaugurazione venerdì 16 gennaio ore 11.00
Mostra visibile tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00

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Ingresso libero

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The Museum offers a permanent section of modern art on the territory with works by artists who, during their lives, have known Forte dei Marmi and have found inspiration for their artistic production here. The headquarters is on the second floor of Villa Bertelli, redesigned to accommodate this extraordinary initiative, which will contribute to the improvement of the cultural offering of the country and to the reappropriation of its historical identity.

Forte dei Marmi, in fact, in addition to being a well-known tourist and seaside destination, in the last century it was the crossroads of various currents of modern art, thanks to intellectuals and famous artists, who holidayed, worked and lived here. Between the two wars, the Caffè Roma, the 'Quarto Platano' in Piazza Garibaldi, had become their meeting place and gave life to a long cultural season, of which fortunately memory has been recovered. The list of names is long and prestigious: from Guido Borgianni, Massimo Campigli, Felice Carena, Bruno Cassinari, to Arturo Dazzi, Giorgio De Chirico, Raffaele De Grada, Achille Funi, Ugo Guidi, from Renato Guttuso, Vasilij Kandinsky, Alberto Magnelli, Giacomo Manzù, Marino Marini, Francesco Messina, to Giuseppe Migneco, Giorgio Morandi, Ottone Rosai, Alberto Savinio, Gino Severini, Ardengo Soffici, Ernesto Treccani; as well as famous writers and poets such as Piero Bigongiari, Magda De Grada, Eugenio Montale, Piero Santi, Giuseppe Ungaretti. A story of the highest order, not only for local culture, but for Italy as a whole, which we have the obligation to remember and enhance.

Collecting the requests of the community of inhabitants, citizens and loyal tourists who own second homes, the Corrente Onlus Foundation has promoted the establishment of a Scientific Committee for the collection of an initial nucleus of works for the establishment of the Museum.

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From September to June every day from 4pm to 7pm.
July every day from 5pm to 10pm.
August every day from 10.00 to 13.00 and from 17.00 to 22.00.
On the occasion of concerts (or closing dates) the exhibition will be closed in the afternoon.

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Full ticket: €8.00
Reduced ticket: €5.00 for Forte dei Marmi residents, Under 21 and Over 70
Free: children up to 10 years old, registered journalists, tourist guides, disabled people

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Presentazione del libro di Melania Spampinato con l'intervento dell'editore Giovanni Bovecchi. Evento a cura del Circolo culturale Il Navicello. Il Museo dei Bozzetti Pierluigi Gherardi,è nato nel 1984 a seguito di iniziative promosse dalla fotografa, giornalista, critica d'arte e curatrice danese Jette Christensen Mühlendorph.
Arrivata a Pietrasanta (Lu) negli anni Settanta, intuì subito l'inestimabile valore di quel patrimonio immateriale e concreto che è la sapienza artigianale delle maestranze locali, ai quali si sono rivolti nel corso degli anni numerosi scultori per creare le loro opere.
Nei laboratori, però, sono rimasti i bozzetti, testimoni silenziosi della nascita di alcune opere che oggi sono conservate all'interno di musei e parchi in tutto il mondo e, in particolare, delle tendenze artistiche che hanno attraversato il Novecento (tra gli altri, Fernando Botero, Pietro Cascella, César, Pietro Consagra, Niki De Saint Phalle, Beverly Pepper e Gio' Pomodoro).
Jette Christensen Mühlendorph ha saputo valorizzare queste figure, documentando con passione un patrimonio culturale che è, al tempo stesso, locale e universale
Nel suo libro, Melania Spampinato ricostruisce la biografia di Jette, che si fece ponte tra Danimarca e Italia, radicando nel territorio di Pietrasanta una prospettiva internazionale.

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Monday 19/01/2026


ore 17.00

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Evento gratuito. Prenotazione obbligatoria

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Inverno alla Villa Bertelli.

Ecco a voi tutti i nostri appuntamenti del mese di Gennaio!

17 gennaio: 'La casa grande'- Presentazione libro di Alessandra Mantovani
Presentazione del libro di Alessandra Mantovani. Per l'occasione, dialogherà con l'autrice lo storico dell'arte Davide Pugnana.Evento gratuito

23 gennaio: Nuova conferenza a cura dello storico dell'arte e scrittore Davide Pugnana. Per l'occasione, Pugnana presenta William Turner, (1775 -1851) pittore e incisore inglese. Appartenente al movimento romantico, il suo stile pose le basi per la nascita dell'Impressionismo e fu anticipatore dell'astrattismo. Evento gratuito.

24 gennaio: Luigi De Magistris ex magistrato e politico presenta il suo libro POTERI OCCULTI. Dialoga con lui il giornalista Enrico Salvadori. Si legge nella sinossi: 'Protagonista da magistrato di scottanti inchieste su corruzione e criminalità organizzata, Luigi de Magistris in questo saggio evidenzia come la Repubblica italiana, da decenni, sia fortemente condizionata da poteri occulti, con collusioni che arrivano fino al cuore dello Stato. Questi poteri costituiscono un sistema spesso criminale e sempre più pervasivo, che intreccia mafie, massonerie più o meno deviate, servizi segreti, imprenditori, finanzieri, politici e perfino settori della magistratura. Negli ultimi trent'anni, in particolare, si è assistito a una crescente criminalità istituzionale: i poteri occulti si sono mimetizzati nelle istituzioni, utilizzate per finalità illegali e per colpire, attraverso la legalità formale, chiunque osi indagare o opporsi.
Dalla Prima Repubblica a oggi – dalla strategia della tensione al piano di rinascita democratica della Loggia P2, dalla trattativa Stato-mafia alle politiche autoritarie e salva corrotti del governo Meloni – il libro ricostruisce il ruolo eversivo dei poteri occulti nella storia italiana: un vero e proprio 'golpe perenne' contro la Costituzione e la democrazia. De Magistris documenta come operano le nuove mafie al tempo del neoliberismo e denuncia la dilagante corruzione e la rinascita di una P2 trasversale ai partiti, dedita alla predazione delle risorse pubbliche. Nonostante la forza di questo sistema criminale, esistono ancora servitori dello Stato, come de Magistris, che hanno lottato e continuano a lottare per difendere legalità e giustizia, pagando spesso un prezzo altissimo. Analizzando fatti e vicende che pochi hanno il coraggio di raccontare, Poteri occulti è una lettura essenziale per conoscere le profonde connessioni tra politica, affari, criminalità e poteri segreti e al contempo un appassionato appello per un risveglio politico, etico e civile'. Evento gratuito. Prenotazione obbligatoria

25 gennaio: Recital pianistico di Maestro Marco Podestà, concertista di chiara fama, che conta innumerevoli successi in Italia e all'estero e varie partecipazioni a programmi televisivi e molteplici eventi sempre da tutto esaurito.
Musiche di Handel, Bach e Beethoven.
Evento gratuito

26 gennaio:GIORNATA DELLA MEMORIA: QECHÌ KINNÒR (prendi il violino, musica, riti, poesie dell'Italia ebraica con Enrico Fink voce, flauto
e I Solisti dell'Orchestra Multietnica di Arezzo
Luca Baldini basso
Massimiliano Dragoni percussioni
Massimo Ferri chitarra, bouzouki
Gianni Micheli clarinetto basso
Mariel Tahiraj violino
La musica è arte del dialogo: tra chi suona e chi ascolta, tra i musicisti, tra culture diverse.
Lo dimostra in modo esemplare la tradizione musicale ebraica italiana, al centro di questo concerto presentato da Enrico Fink, una delle voci principali del mondo ebraico italiano, insieme al nucleo storico dell'Orchestra Multietnica di Arezzo, che da anni racconta l'Italia delle mille culture, delle
minoranze e delle differenze. Un repertorio prezioso, spesso poco conosciuto, che porta l'ascoltatore in un viaggio lungo oltre duemila anni di storia ebraica nella penisola italiana.
Attraverso i canti delle sinagoghe – molti ancora oggi eseguiti nelle comunità – si rivivono secoli di incontri, scambi e contaminazioni: dai metri arabi nella poesia liturgica medievale agli echi del canto gregoriano, dalle danze rinascimentali allo stile belcantistico ottocentesco. Un patrimonio musicale stratificato, vivo, che riflette il dialogo continuo con il mondo circostante e racconta una storia di convivenza, di separazione forzata e di sorprendenti mescolanze. Le melodie tramandate di generazione in generazione rivelano tracce riconoscibili di influenze esterne, rielaborate con originalità e profondità spirituale.
Lo spettacolo – della durata di circa un'ora – accompagna l'uscita di un CD per restituire al pubblicouna pagina importante e spesso dimenticata del patrimonio culturale italiano.
Qechì Kinnòr è un concerto che è insieme esperienza sonora e riflessione storica, respiro spirituale e testimonianza di un'identità in dialogo, capace di attraversare i secoli e continuare a parlarci nel presente.

31 gennaio: Il libro di Elia Milani, inviato Mediaset sul fronte israelo-palestinese racconta gli otto anni da lui vissuti in quei territori. Dialoga con l'autore il giornalista Davide D'Aloiso. Si legge nella sinossi:
C'è un conflitto di cui sentiamo parlare da sempre, e sempre più spesso. Una guerra che seguiamo da lontano, ma che continua a influenzare il nostro presente da vicino, perché rivela con chiarezza quanto il mondo stia attraversando una fase di profondo smarrimento. Elia Milani, corrispondente di Mediaset da Gerusalemme, lo sa bene: da otto anni descrive in diretta ciò che accade in Israele e Palestina. In questo libro, senza abbandonare lo sguardo attento del cronista, affianca al reportage un racconto più personale, in cui trovano posto gli imprevisti legati alla ricerca di una casa dove vivere a Gerusalemme, e le difficoltà nell'ottenere i permessi per entrare a Gaza. Ma la sua non è l'unica voce dal confine: la sua testimonianza si intreccia con quella di chi, in Medio Oriente, ci vive da sempre. Come George, arabo israeliano cristiano che abita ad Al Ram, oltre il muro di separazione, in un quartiere che è di fatto una no man's land. O Ruth e Rana, due traduttrici - una israeliana, l'altra palestinese di Gaza - che, pur vivendo in mondi apparentemente inconciliabili, riescono a costruire un'amicizia a distanza e a immaginarsi un futuro diverso insieme, lontano dalle bombe, in Europa. O Abdullah, un palestinese di Rafah, che prima del sette ottobre attraversava quotidianamente il confine per lavorare in una fattoria gestita da una famiglia di israeliani che è diventata la sua seconda famiglia. Voci dal confine è il racconto degli otto anni di Elia Milani a Gerusalemme, lo spaccato autentico di un'umanità ostinata e sorprendente, che va oltre i fatti di cronaca e ci restituisce il senso di un territorio dove la pace è ancora una strada da costruire, passo dopo passo. Evento gratuito

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Saturday 17/01/2026
From January 23 2026 to January 26 2026
Saturday 31/01/2026


tutti gli eventi alle 17.00

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E-Mail info@villabertelli.it

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Eventi gratuiti ove non specificato diversamente.
Prenotazione obbligatoria posti limitati

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'Nessuna di voi è innocente' il libro dello storico e scrittore Daniele Zucconi è l'occasione per l'autore di presentare un incontro, che racconta la tragica caccia alle streghe portata avanti dalla Chiesa cattolica dal XIV al XVII secolo in Europa. Un periodo buio, che ha visto centinaia di migliaia di donne uccise barbaramente. Zucconi, ha documentato il complesso fenomeno nel suo libro, da cui parte la narrazione. Dialoga con l'autore Alessandra Cenci Campani.

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Sunday 01/02/2026


ore 17.00

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'IL RAGIONEVOLE DUBBIO' di Stefano Vitelli (con Giuseppe Legato)
Dialoga con l'autore la giornalista QN Francesca Navari

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Friday 06/02/2026


ore 21.00

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Concerto lirico in occasione dei 2500 anni dalla fondazione della città di Napoli. Sul palco il tenore Vincenzo Costa accompagnato al pianoforte dal M° Cesare Goretta. Voce narrante l'attore Filippo Lai.

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Saturday 07/02/2026


ore 21.00

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Conferenza – UN CONFINE CONTESO. MOMENTI E PROBLEMI DELLA FRONTIERA ORIENTALE D'ITALIA
Relatore – Matteo Giurco, storico contemporaneista
La conferenza sarà una panoramica a volo d'aquila sulle vicende dell'Adriatico orientale in età contemporanea. Un territorio dalle caratteristiche particolari, un'area geografica unica sul continente europeo, la sola dove le tre grandi famiglie culturali d'Europa, la latina, la germanica e la slava, vengono ad incontrarsi e a scontrarsi. Con l'avvento di Napoleone in Italia e la successiva caduta della Repubblica di Venezia (1797), andranno ad accrescersi le contese geopolitiche per il controllo di quei territori. Contese che nell'arco dell'Ottocento, soprattutto in seguito alla proclamazione del Regno d'Italia (1861) e alla Terza Guerra d'Indipendenza (1866) e alle conseguenti reazioni della monarchia Asburgica, vedranno inasprirsi anche i confronti etnonazionali fra le varie componenti interne di quell'area geografica – italiana, croata, slovena, austro-tedesca, ungherese e serba. Si passerà poi al sanguinoso Novecento, dove tali attriti si acuiranno durante la Prima Guerra Mondiale, caricandosi subito dopo anche di una componente ideologica – fascismo vs comunismo – che nella Seconda Guerra Mondiale porterà al tragico esito delle stragi delle Foibe e al successivo Esodo della popolazione italiana, la componente più antica di quei luoghi che, in varie ondate, abbandonerà quelle terre pur di non restare sotto il giogo del regime comunista jugoslavo. Circa il 90% degli italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia, se ne andranno per non fare più ritorno.
La conferenza si concluderà con uno sguardo sulle dinamiche attuali riguardanti l'area della Venezia Giulia, con particolare riferimento alla città di Trieste e al suo porto, snodo logistico di grande importanza all'interno dei nuovi progetti commerciali e militari di questo nostro secolo.
Il relatore, Matteo Giurco, nato a Trieste nel 1990 e nipote di esuli istriani da Pirano, è Dottore di ricerca in Storia contemporanea presso l'Università degli Studi di Firenze, in cotutela di tesi con l'Università Complutense di Madrid. Si è perfezionato presso il prestigioso l'Istituto Italiano per gli Studi storici di Napoli. Ha svolto attività di ricerca presso la LUISS, l'Istituto Storico Germanico di Roma, l'Università degli Studi di Udine, e ha insegnato come Professore a contratto presso l'Università degli Studi di Trieste. Attualmente è ricercatore postdoc presso la Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma (EEHAR-CSIC). La sua prima monografia, 'Controllare il passato. Usi pubblici della storia al tempo della seconda Repubblica', è uscito nel 2022 per i tipi di LEG edizioni, ma ha all'attivo diverse pubblicazioni di articoli e saggi su riviste di settore. Inoltre, collabora con 'Limes – Rivista italiana di geopolitica', la prestigiosa rivista diretta da Lucio Caracciolo, per la quale tiene anche lezioni, all'interno della Scuola di Limes, sul ruolo strategico di Trieste. I suoi principali interessi di ricerca si rivolgono verso l'intreccio osmotico tra storia politica e storia culturale.

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