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La Villa Medicea di Poggio a Caiano è celebre anche per le decorazioni ad affresco che avvolgono le volte degli ampi ambienti, interessante è poter riconoscere, attraverso gli stili pittorici, lo scorrere del tempo con le storie della personalità che vissero in questo luogo meraviglioso.

Il piano nobile si apre con il grande salone di Leone X comunicante con le atre stanze e, sui lati minori, con l'esterno. Il salone è di ampio respiro ed è esaltato da una grande volta a botte a lacunari, doveva avere un aspetto scenografico per celebrare la grandezza della Famiglia Medici, in particolare la figura di Giovanni de' Medici dopo la sua elezione al soglio pontificio con il nome di Leone X. Fu proprio il primo papa della famiglia Medici a commissionare il grande ciclo pittorico fra il 1519 e il 1521 ai più illustri pittori del suo tempo, volle chiamare alla Villa di Poggio a Caiano Franciabigio, Andrea del Sarto e Pontormo.

Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico, aveva ereditato un gusto raffinato per le arti e per le collezioni di oggetti del mondo antico. Il pontefice aveva, inoltre, compreso il ruolo centrale della sua dinastia e Firenze come città di riferimento per l'arte e la cultura in Europa, ecco perché, il programma iconografico delle pareti del salone al piano nobile della Villa doveva richiamare celebri episodi della storia romana, i Medici erano gli eredi della classicità e del mondo antico. II programma decorativo con la rappresentazione di episodi di storia romana, avevano il ruolo di glorificare i momenti della vita politica di Cosimo il Vecchio e di Lorenzo il Magnifico.

Entrando nel salone, nel primo riquadro a destra Alessandro Allori interviene con un omaggio alla figura politica di Lorenzo il Magnifico, in particolare durante il suo intervento nella dieta di Cremona, così il pittore paragona Lorenzo de' Medici al console Flaminio quando parla al consiglio degli Achei, circondato dalle allegorie di Virtù, qualità necessarie per raggiungere il successo diplomatico.

Nella lunetta superiore sono rappresentato 'Vertumno e Pomona' di Jacopo Carnicci detto il Pontormo (1494-1556). Questa lunetta affrescata, raffigurante le divinità agresti Vertumno e Pomona tra figure di contadini, è l'unica porzione originaria della complessa decorazione del salone risalente al programma iconografico della Villa voluto da Lorenzo il Magnifico, in corrispondenza con le rappresentazioni del fregio di Andrea Sansovino e dell'affresco di Filippino Lippi sulla Loggia del pronao.

Proseguendo in senso antiorario, il secondo riquadro 'Ritorno di Cicerone dall'esilio' è opera di Francesco di Cristofano detto il Franciabigio (1482-1525), che vuole alludere al ritorno a Firenze di Cosimo il Vecchio dall'esilio veneziano. La scena fu, in seguito, ampliata nell'intervento dell'Allori.

Sopra la porta d'ingresso è rappresentata un'altra allegoria delle tre Virtù, mentre nel terzo riquadro si ammirala scena di 'Siface re di Numidia che riceve Scipione' che rievoca il viaggio che Lorenzo il Magnifico compì a Napoli presso Ferdinando d'Aragona, dopo la congiura dei Pazzi per trovare un accordo diplomatico e di pace. Sulla parete si vedono tre specchiature con allegorie di Virtù.

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c/o Villa Medicea

43.816615°, 11.055400°

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Available every Tuesday, Wednesday, Friday, Saturday


08:30 - 16:30

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