Fluire l'infinito - Mostra fotografica di Veronica Gaido - Fortino Leopoldo I di Forte dei Marmi - Forte dei Marmi (LU) - QualcosaDaFare.it
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‘Fluire l'infinito', mostra di Veronica Gaido curata da Beatrice Audrito. Un'artista che trasforma il tempo in immagini e il movimento in poesia. Per un viaggio che intreccia microcosmo umano e macrocosmo naturale, tra 30 anni di scatti che celebrano il fluire della vita. Fotografie, installazioni e nuove tecnologie si fondono nel linguaggio di Gaido, che usa la luce come pennello per narrare il tempo che scorre. Il risultato è un'esperienza intima che invita a immergersi in un dialogo tra terra e mare, tra corpi scolpiti e spazi dissolti.
Con oltre 25 opere, la mostra si snoda sui tre piani del Fortini: si comincia al piano terra dove il ciclo Fluire l'infinito dipinge mari in movimento, grazie alla lunga esposizione che sfuma i contorni e restituisce una realtà autentica e rarefatta. Salendo, Aphrodite esplora la trasformazione del corpo, mentre Through the View (2014) rilegge lo sviluppo urbano in bianco e nero, con geometrie e prospettive che incantano.

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DOVE

43.959444°, 10.169688°

Indicazioni stradali

QUANDO

Dal 19/04/2025 al 25/05/2025


9.00-13.00 / 15.00-19.00

RECAPITI

Sito Web

E-Mail forteinfo@comunefdm.it

Telefono 0584280292

COSTI

Ingresso libero

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Realizzato dai Lorena, è l'edificio-simbolo di Forte dei Marmi.
Nel centro di Forte dei Marmi si erge il fortino, detto anche Forte Lorenese. L'edificio, nato per ragioni difensive, è diventato un vero e proprio simbolo identificativo della città, tanto che, oltre che nel nome, compare rappresentato sullo stemma comunale.

A volere la strategica fortificazione a fine Settecento fu Leopoldo I, Granduca di Toscana, che vide opportuno incrementare la sicurezza lungo la costa. Fino ad allora, infatti, erano solo due i fortini che tutelavano il litorale della zona – uno a Cinquale e l'altro a Motrone – e, visti i crescenti scambi commerciali dovuti all'industria del marmo, si rendeva necessaria una maggior tutela dello scalo, con tanto di un progetto di dogana.

Il programma di Barbolani, Generale Maggiore dei Presidi del Granducato, prevedeva la realizzazione, a partire dal 1785, di una struttura quadrangolare, sovrastata da una terrazza per gli appostamenti delle sentinelle. Tra i vari spazi si prevedevano una scuderia e una rimessa per il foraggio, oltre alle abitazioni per il castellano, il doganiere e il cannoniere.

Oggi le sale del fortino di Forte dei Marmi rivivono attraverso un nuovo uso, grazie alla realizzazione di mostre ed eventi.

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