L'inferiorità mentale della donna - Teatro Pacini - Pescia (PT) - QualcosaDaFare.it
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Un evergreen del pensiero reazionario tra musica e parole
Di Giovanna Gra
Liberamente ispirato al trattato 'L'inferiorità mentale della donna' di Paul Julius Moebius

Regia Gra&Mramor

Con Veronica Pivetti e Anselmo Luisi
costumi Nicolao Atelier Venezia

L'idea che le donne siano state considerate, per secoli, fisiologicamente deficienti può suggerirci qualcosa?

Il nostro spettacolo nasce da questa domanda e mette in scena testi che in pochi conoscono, fra i più discriminanti, paradossali e, loro malgrado, esilaranti scritti razionali del secolo scorso.
Veronica Pivetti, moderna Mary Shelley ci racconta, grazie a bizzarre teorie della scienza e della medicina, l'unico, vero, orrorifico Frankenstein della storia moderna: la DONNA.

'Come stanno le cose riguardo ai sessi? Un vecchio proverbio ci suggerisce: capelli lunghi, cervello corto'.
Esordisce così Paul Julius Moebius – assistente nella sezione di neurologia di Lipsia – nel piccolo compendio 'L'inferiorità mentale della donna' scritto nel 1900, opportunamente definito un evergreen del pensiero reazionario.
Donne dotate di crani piccoli, peso del cervello insufficiente… secondo Moebius le signore sono provviste di una totale mancanza di giudizi propri. 'Per giunta dopo poche gravidanze decadono e, come si dice molto volgarmente, rimbambiscono'. Non solo. Le donne che pretendono di pensare sono moleste e 'la riflessione non fa che renderle peggiori'.

A queste dichiarazioni fa eco il medico, antropologo, giurista e criminologo italiano Cesare Lombroso: le donne mentono e spesso uccidono, lo dicono i proverbi di tutte le regioni.
Fortunatamente, i cervelli delle donne sane pesano più di quelli delle donne criminali. Ed ecco un rapido excursus su delitti eccellenti, per esempio quello compiuto da Agrippina, o da Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio.

'Le donne hanno un solo nemico' rilancia Moebius 'il tempo, a cui, però, dopo qualche anno di matrimonio soccombono, sia diventando sciocche, sia disseccandosi sotto forma di vecchie zitelle stravaganti'.

Del resto, laddove si riscontra del talento, la psiche femminile manifesta un evidente ermafroditismo psichico.
Sylvain Maréchal scrittore, avvocato e sedicente rivoluzionario, con il suo 'Progetto di legge per vietare alle donne di leggere' sostiene che 'imparare a leggere è per le donne qualcosa di superfluo e nocivo al loro naturale ammaestramento', d'altro canto 'la ragione vuole che le donne contino le uova nel cortile e non le stelle nel firmamento'.

Ad accompagnare Veronica sul palco, il musicista Anselmo Luisi che, insieme all'attrice, eseguirà canzoni vecchie e nuove ispirate alla figura femminile.

Con questo spettacolo, impreziosito da deliranti misurazioni dell'indice cefalico a cui Veronica si sottopone con la sua ironia, raggiungeremo l'acme della cultura maschilista. Paziente lei stessa – causa una passata depressione – Pivetti non manca di raccontare al pubblico alcuni singolari episodi personali e di ricordare, con le parole di Lombroso, che… 'il maschio è una femmina più perfetta'.

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DOVE

Piazza San Francesco, 9

Toscana

43.904820°, 10.690240°

Indicazioni stradali

QUANDO

Dal 10/04/2025 al 11/04/2025


ore 20.45

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Il Teatro nacque sotto la stella di una prestigiosa accademia pesciatina 'Gli Affilati'. 
Un gruppo di nobili appassionati d'arte che, mossi dall'amore per l'opera lirica, si unirono in una vera e propria impresa costosa e rischiosa.
Gli Affiliati affidarono all'architetto pesciatino Giovanni Antonio Tani il progetto del nuovo teatro che sarebbe dovuto sorgere sul prato di San Francesco vicino al convento dei francescani e gli diedero anche l'onere di seguire i lavori per la costruzione che iniziarono il 14 luglio del 1717 e terminarono circa dieci anni dopo.


Il Teatro, prestigioso spazio musicale, ha subito varie modifiche nel tempo:
- nel 1756 fu realizzata la trasformazione del loggione in quindici palchi che furono poi aumentati e disposti in cinque ordini nel 1795. Nel 1888, invece, furono predisposte le uscite di sicurezza, l'impianto di illuminazione e gli arredi.

La ristrutturazione terminò nel 1889 e il 10 maggio di quell'anno, il Teatro venne finalmente inaugurato sulle note di 'Saffo', la più importante opera lirica di Giovanni Pacini, cittadino pesciatino, a cui fu intitolato l'edificio. 
 


A causa di un'importante crisi finanziaria e gestionale, il Teatro dovette interrompere la sua attività e rimase chiuso dal 1907 al 1925 anno in cui venne restituito alla popolazione. Ma, durante la Seconda Guerra mondiale, subì dei grossi danni durante la ritirata dei tedeschi e solamente nel 1947 fu nuovamente messo a lustro. 
 
Diventò poi, dalla metà degli anni sessanta, proprietà del Comune che nel corso degli anni '80 svolse al suo interno importanti lavori di restauro sotto la guida dell'architetto Francesco Guerrieri. La sua definitiva riapertura fu il 13 dicembre del 1990.

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DOVE

Piazza San Francesco, 9

Toscana

43.904820°, 10.690240°

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Disponibile solo su prenotazione

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