Ricorda di essere natura. Ritorno alle radici - Opere di Veronica Fonzo e Flavia Robalo - Pietrasanta (LU) - QualcosaDaFare.it
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Mostra delle artiste Veronica Fonzo e Flavia Robalo che si inserisce nella serie di iniziative promosse da Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana e dedicate agli artisti del territorio apuo-versiliese, sotto la Direzione Artistica di Fabiola Manfredi e con il coordinamento di Mutua BVLG, che si inserisce nel ruolo operativo di progettazione e di realizzazione delle fasi della mostra.

L'esposizione offre uno sguardo approfondito sul lavoro delle due artiste argentine che vivono e lavorano da anni a Pietrasanta.

Flavia Robalo, il modo in cui un artista studia i sogni consente di comprendere parte della loro natura: parliamo di quel lembo di terra che sfugge alla psicologia e alle neuroscienze, quel lembo di terra che Flavia Robalo conquista nella sua opera e materializza in legno, pietra, senza tuttavia perdere la natura diafana, liquida, quella nella quale ci immergiamo ogni sera e alla quale ritorniamo portando con noi ogni mattina briciole, solo indizi, vaghi ricordi di ciò che è accaduto. Durante la veglia, quando chiudiamo il Vaso di Pandora, trovare il lavoro di Flavia Robalo risulta miracoloso, come osservare attraverso l'Aleph di Borges le magie dell'infinito, come trovare una porta aperta in pieno giorno che consenta di camminare nel limbo dei sogni, di pensare a ciò che ancora non è stato suggerito alla nostra ragione nell'immaginare qualcosa di nuovo. Rubando il fuoco, Prometeo ci ha donato il sapere delle scienze; Flavia Robalo fa lo stesso con Morfeo per regalarci quello che ancora manca: l'osservare da svegli i sogni.

Veronica Fonzo, con le sue sculture, compie un viaggio verso le radici più profonde dell'essere umano, esplorando il mito come origine del nostro esistere. Quando scava nella pietra o modella la materia, Fonzo non si limita alla superficie: va alla ricerca dell'anima primordiale, quel nucleo ancestrale che lega il presente con un passato arcaico. La sua arte è una ricerca delle strutture più intime, un tentativo di riportare alla luce il 'clan' inteso come famiglia originaria, un rifugio emotivo e identitario che, sebbene dimenticato, è sempre presente in noi.

Nelle sue opere, l'artista 'denuda' la figura umana, svelando la vulnerabilità e la purezza che, come il bambino nascosto dentro l'adulto, restano intatte sotto le sovrastrutture della crescita e dell'esperienza. In questa ricerca, la tecnica della lavorazione della materia, diventa simbolo di un inizio sognato, materiali che contengono e racchiudono le visioni che ancora coltiviamo, come progetti che attendono di essere realizzati. Fonzo scava per ritrovare l'infanzia, non solo come periodo della vita, ma come stato dell'essere, una condizione pura e creativa da cui nascono i sogni.

Questa mostra dialoga, riflette, medita su quello che stiamo perdendo, quel vasto tappeto erboso sul quale la nostra specie ha iniziato a crescere. Quanto dovrebbe rallentare l'uomo per raggiungere le sue origini? Detto in questo modo, potrebbe sembrare un paradosso, rallentare per raggiungere, ma la soluzione esiste dai tempi dei Presocratici. Da Zenone di Elea con il mito di Achille e la tartaruga. Quanto dovrebbe rallentare l'uomo per essere raggiunto dall'edera che cresce? Achille, prima che sia tardi, dovrebbe capire che il suo movimento non gli consente di raggiungere tutto quello che è più lento di lui; per capirlo serve l'arte, il respirare e il meditare. Queste opere ci invitano a farlo e per questo dobbiamo ringraziare l'immaginazione di Flavia Robalo e Veronica Fonzo.

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DOVE

c/o Spazio ARTE BVLG

Via Giuseppe Mazzini, 80

Toscana

43.958504°, 10.230218°

Indicazioni stradali

QUANDO

Dal 22/11/2024 al 06/01/2025 eccetto Lunedì


orario 16.00-20.00

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