STORIA
Nella primavera del 568 il re Alboino , radunato il popolo longobardo sulle rive del lago Balaton, cominciò la sua avanzata in Italia alla testa di un popolo di uomini armati, donne e bambini. Nonostante la scarsa consistenza numerica degli invasori, i Bizantini non riuscirono a contrastare in modo efficace la loro avanzata e, evitando grosse battaglie, si concentrarono sulla difesa dei castelli e delle città fortificate. Così in Pianura Padana, i longobardi conquistarono Vicenza, Verona e Milano e assediarono Pavia per ben tre anni; intanto Alboino scese verso la Toscana occupando Lucca intorno al 572, che divenne sede di un nuovo ducato.
In Appennino la difesa della rete delle fortificazioni fisse da parte dei Bizantini permise la formazione di linee di difesa indicate generalmente con il nome di limites che in alcune aree fermarono per lungo tempo gli invasori. Da Lucca quindi scesero verso la Tuscia settentrionale e poi giù ancora fino a Spoleto e Benevento. In Valdinievole i Longobardi furono bloccati nella loro avanzata verso Pistoia per ben 20 anni lungo il limites bizantino che aveva i suoi capisaldi nelle fortificazioni di Serravalle (la Maggiore), Castelvecchio e la Verruca. Qui i Longobardi posero delle scorte armate sulla sommità del poggio che fronteggia il passo e che ancor oggi è detto 'della Guardia' dal lemma longobardo ward, che significa appunto sentinella armata. Sulle prime colline che delimitavano a nord la fascia pianeggiante della Valdinievole furono insediati gruppi arimannici, cioè consorterie familiari armati alle quali il re concedeva l'uso dei beni fondiari come corrispettivo economico 'del loro servizio militare stabile e localizzato'.
Di queste arimannie è possibile identificare almeno quelle di Montecatini e di Buggiano, località nelle quali ancora nel secolo XII erano presenti consorterie di 'Lambardi', eredi, se non discendenti, degli antichi arimanni.
L'avanzata longobarda intanto proseguì verso sud lungo le colline delle Cerbaie, poste tra il Lago di Sesto (oggi Padule di Bientina) e il Padule di Fucecchio, lungo un tracciato che in seguito diverrà l'importante 'via Francigena'. (da 'Il Limes bizantino in Valdinievole' di N. Rauty, 1989, Atti del Convegno I Castelli in Valdinievole-Buggiano Castello)
GEOLOGIA
Poggio alla Guardia costituisce uno degli ultimi rilievi prima di arrivare alla pianura alluvionale formata dai sedimenti del Torrente Nievole che va a gettarsi nella depressione del Padule di Fucecchio.
È interamente costituito da una formazione geologica chiamata Formazione di Monte Morello (in provincia di Prato), costituita da calcari e calcari marmosi bianchi e subordinatamente calcareniti con argilliti fissili grigio scure depositatesi nel periodo tra il Cretaceo superiore e del Miocene inferiore (circa 70-60 milioni di anni fa), facenti parte dell'Unità dell'Alberese, unità tettonica di provenienza ligure.
VEGETAZIONE
La specie arborea prevalente è la Roverella (Quercus pubescens), una quercia molto diffusa sulle colline toscane, a cui di uniscono con maggiore frequenza alberi di Orniello (Fraxinus ornus), di Olmo campestre (Ulmus minor) e un ricco consorzio di specie arbustive ed erbacee; in particolare, lungo le pendici più assolate del colle, sono presenti numerose specie caratteristiche della vegetazione mediterranea come la Fillirea comune (Philiyrea latifolia) e l'Alaterno (Rhamnus alaternus), il Mirto (Myrtus communis) e la Ginestra odorosa (Spartium juncaum), il Cisto femmina (Cistus salvifolius), il Viburno-tino (Viburnum tinus), l'Asparago pungente (Asparagus acutifolius) e le liane spinose dello Stracciabrache (Smilax aspera).
Un altro aspetto caratteristico ed evidente del paesaggio sono gli oliveti che formano un ampio arco lungo le pendici collinari del Poggio della Guardia.
Tra le formazioni boschive e le superfici coltivate è frequente la presenza di aggruppamenti misti a dominanza di specie arbustive e lianose che colonizzano aree boschive degradate e vecchie aree di cava; tra le specie più caratteristiche riconosciamo i Rovi, i rampicanti Rubia Peregrina e Similax aspera, il Biancospino (Crataegus monogyna), il Cisto femmina, la Ginestra odorosa, il Sanguinello (Comus sanguinea), l'Erica arborea (Erica arborea) e l'Asparago pungente.
Modeste superfici sono caratterizzate dalla presenza di formazioni arboree a dominanza di Robinia (Robinia pseudoacacia), una specie invasiva di origine americana; il sottobosco, povero floristicamente, è a prevalenza di Rovi e Sambuco Nero (Sambucus nigra). Numerose le orchidee spontanee.
ATTIVITÀ Estrattiva
I calcari marnosi di Monte Morello, che affiorano a poggio alla Guardia sono stati interessati fino agli anni ‘30 del Novecento da attività di cava finalizzata all'estrazione delle marne da cemento da parte dell'azienda Minnetti detta la cementizia.
La cava è stata coltivata in parte a cielo aperto, ma ha avuto anche un'intensa attività estrattiva in galleria. Questa coltivazione si è sviluppata su tre livelli distinti dove il più basso aveva la funzione di collettore per i materiali estratti dai piani superiori, collegati al livello base da alcune discenderie. Il materiale estratto con esplosivi, con picconi e scalpelli, veniva macinato e quindi trasferito mediante una teleferica che attraversava tutta la zona ai piedi del colle fino all'attuale strada Provinciale lungo la quale si trovavano gli stabilimenti di lavorazione. Ancora oggi a Poggio alla Guardia è possibile ritrovare piazzali e strade di cava, oltre a infrastrutture realizzate il deposito e il trasporto dei materiali.
Oggi il Cemento Portland è ricavato totalmente nelle giuste proporzioni calcari puri (78%) argilla (22%), dal momento che gli affioramenti dei calcari marnosi che naturalmente presentano la concentrazione corretta dei due minerali non sarebbero sufficienti per fornire la materia prima per produrre tutto il cemento richiesto dal mercato.
DOVE
43.891890°, 10.809347°
Indicazioni stradali
QUANDO
Sempre disponibile
RECAPITI
COSTI
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