I pipistrelli - Pieve a Nievole (PT) - QualcosaDaFare.it
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I pipistrelli sono Mammiferi volanti che hanno tutti segni caratteristici di questa classe di animali: peli che coprono tutto il corpo, ghiandole mammarie che producono il latte per alimentare i piccoli fino a quando non sono in grado di cacciare autonomamente, 3 ossicini uditivi nell'orecchio medio, denti da latte e la capacità di tenere costante la temperatura corporea (omeotermia). Le braccia e le mani si sono evolute in un perfetto organo per volare.

Tutte le ossa del metacarpo si sono notevolmente allungate, escluse quelle del pollice. Il dito, formato da una sola falange e il III dito, formato da 3 falangi, stanno molto vicini e costituiscono il margine anteriore dell'ala. Il IV e il V dito hanno ognuno due falangi. Solo il dite pollice è corto e possiede un'unghia: questo permette ai pipistrelli di arrampicarsi appoggiandosi sulle articolazioni del polso.

Attraverso le dita delle mani, i piedi e la coda, si estende una fragile membrana alare, formata da un tessuto connettivo e da fibre elastiche, che contengono i nervi, i muscoli e i vasi sanguigni. Le ali consentono ai pipistrelli non solo di volare, ma anche di liberarsi dagli eccessi di calore corporeo e in parte anche dell'anidride carbonica derivante dalla respirazione.

Le unghie delle dita dei piedi permettono ai pipistrelli di attaccarsi e un complesso meccanismo che si basa sull'interazione tra il peso dell'animale e il tendine garantisce di non tenere contratta la muscolatura, così da consumare meno energia. Ecco perché anche gli animali morti non cadono subito giù ma rimangono attaccati!

I pipistrelli volano velocemente e abilmente nelle ore crepuscolari e notturne senza andare a sbattere e riuscendo a catturare piccoli insetti perché producono con la loro laringe degli ultrasuoni, che vengono liberati attraverso il naso e la bocca; poi sono in grado di analizzare l'eco che viene loro rimandata e di comprendere se si tratta di un ostacolo o di una preda.
A fine autunno i pipistrelli vanno in letargo, riducendo il loro consumo di energia metabolica a tal punto che possono sopravvivere nutrendosi delle riserve di grassi che hanno immagazzinato nel corpo durante la fine dell'estate e i primi mesi autunnali. Ma anche d'estate possono far sì che il loro corpo funzioni in condizioni di economia, quando, al ritorno al loro rifugio, al mattino presto, si mettono a dormire abbassando la propria temperatura.

Tutte le specie di pipistrelli sono tutelate dalla convenzione di Berna (1979), dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE), risultano particolarmente protette dalla normativa nazionale e quindi non cacciabili (L.157/92) e salvaguardate dalla legislazione regionale in materia di tutela della biodiversità. Rientrano inoltre in Liste Rosse come animali particolarmente vulnerabili e minacciati: le principali minacce sono rappresentate dalle modificazioni e trasformazioni degli habitat, dal disturbo antropico nei siti di svernamento e di riproduzione, dall'uso dei pesticidi che avvelenano o uccidono le prede principali ossia gli insetti.

I pipistrelli hanno un importantissimo ruolo quali 'controllori' naturali delle popolazioni di zanzare… soprattutto in aree così prossime a una zona umida come il Padule di Fucecchio!

Negli ambienti ipogei artificiali della ex Cementizia si è insediata una consistente popolazione di Chirotteri svernanti, grazie alle particolari condizioni microclimatiche. Infatti i livelli più alti non hanno accesso se non dal livello di base, cosicché, in inverno, quando la temperatura esterna è ai valori minimi dell'anno, i 'Piani alti' godono di una temperatura maggiore, prossima alla media annuale dell'esterno, dal momento che l'aria calda più leggera tende a salire e quindi ristagnare in quelle zone. Poggio alla Guardia è utilizzato dai Chirotteri anche per il ricovero diurno estivo dal momento che le temperature all'interno sono sempre comunque compatibili con le loro esigenze.

La famiglia dei Rinolofidi comprende pipistrelli il cui muso presenta un'appendice cutanea detta foglia nasale di forma simile a un ferro di cavallo, diversa per ogni specie. Il suo compito è raccogliere gli ultrasuoni emessi dalle narici e amplificarli come una specie di imbuto acustico.
Durante il riposo sono sempre attaccati a testa in giù e coprono con le membrane alari il loro corpo, mentre la breve coda viene ripiegata sulla schiena. Una particolare conformazione corporea permette di rilassare i tendini e i muscoli del piede mentre sono appesi.

In Italia sono presenti 5 specie, tutte tipicamente troglofile.
A POGGIO ALLA GUARDI ASONO STATE TROVATE LE SEGUENTI SPECIE:
Rhinolophus euryale Blassius, 1853 – Rinofolo euriale
Rhinolophus ferrumequinum, (Schreber, 1774) – Rinolofo maggiore
Rhinolophus hipposideros, (Bechstein, 1800) – Rinolofo minore

Tutte e 3 le specie prediligono zone calde, parzialmente boscate, anche in vicinanza di insediamenti umani a quote variabili (max fino a 2000 m per il rinolofo minore e non maggiore di 1000 m per il rinofolo euriale). Le colonie riproduttive e le colonie estive si insediano prevalentemente in edifici, in caverne e gallerie (il rinolofo maggiore maggiore anche in cavità degli alberi); gli ibernacoli sono in grotte, gallerie minerarie e cantine. Hanno abitudini sedentarie, compiendo brevi spostamenti tra i quartieri estivi e quelli invernali.

Il Rinolofo maggiore è il più grande della famiglia e in venere vola lentamente e caccia prede prevalentemente in volo. Se cattura un insetto molto grosso, se lo porta in un luogo tranquillo, dove poterlo mangiare senza essere disturbato. Abitualmente non mangia le ali delle sue prede, per cui i siti di alimentazione si riconoscono per la presenza dei resti del pasto. Durante la posizione di riposo a testa in giù e a ginocchia piegate, si avvolge nella membrana alare e solo una piccola striscia sulla pancia rimane scoperta.

Il Rinolofo minore è il più piccolo e il più minuto della famiglia dei Rinolofidi (circa 4 cm di lunghezza) e sembra molto soffice, a causa del pelo relativamente lungo e fluente; è una specie fortemente gregaria che forma grosse colonie in ogni stagione e quando si appende. Il corpo è avvolto completamente nella scura membrana alare come in un cappotto.

Il Rinolofo euriale ha dimensioni intermedie e si distingue per l'appendice superiore del prolungamento nasale (detta sella) che ha l'apice appuntito e non arrotondato come invece nelle altre 2 specie. In genere esce al crepuscolo è il primo che esce per andare a caccia di insetti e, nei luoghi di riposo, forma colonie miste con altri rinolofidi. Il rinolofo maggiore invece forma in genere gruppi piccoli, monospecifici in cui gli individui si mantengono ad una certa distanza. Vi sono anche casi di colonie più grandi, miste e con esemplari a stretto contatto reciproco.

I pipistrelli della famiglia dei Miniotteri, invece, hanno un muso di forma semplice e la coda completamente o quasi completamente nella membrana alare. A Pieve a Nievole è stato trovato il Miniottero di Schreiber Miniopterus schreibersii (Kuhl, 1817), l'unico rappresentante del genere Miniopterus presente in Europa.

In Italia la specie è diffusa su tutto il territorio. È tipicamente cavernicola, legata agli ambienti non o scarsamente antropizzati in zone di bassa o media altitudine. Si rifugia in cavità sotterranee naturali o artificiali e i quartieri estivi e gli ibernacoli possono anche variare, trovandosi in diverse località. Ha dimensioni medie; il suo pelo sull'addome è grigio chiaro e quello sulla schiena è invece grigio marrone. Le orecchie marroni sono molto piccole e spuntano appena dal pelo della testa che è corto e riccio. Ha ali estremamente lunghe (apertura alare 280 – 305 mm) e strette, adatte al volo veloce. In genere volano molto in alto, con un volo rapido simile a quello delle rondini. È una specie gregarie che forma colonie sia monospecifiche che miste insieme ai Rinolofidi. Il letargo è discontinuo, poco profondo e varia da una località all'altra anche se in genere avviene tra ottobre e novembre e marzo – aprile.

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