La via dei Mulini del rio di Balenaia - Vinci (FI) - QualcosaDaFare.it
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Lungo il sentiero che si inoltra nella forra di Balenaia si incontrano diversi mulini ancora piuttosto ben riconoscibili nell'impianto generale anche se con parti deteriorate o definitivamente crollate, e talvolta coperti dalla vegetazione. In genere sono molto ben conservate le strutture del locale seminterrato, dove si trovava il meccanismo di trasformazione della forza dell'acqua in energia meccanica. L'acqua, imbrigliata a monte del mulino, arrivava con forza nel locale inferiore attraverso un condotto chiamato 'doccia' dove azionava le pale del ritrecine, l'albero verticale imperniato sul soffitto. Il moto rotatorio del ritrecine veniva così trasferito alla macina in pietra che si trovava al piano superiore. Questo era lo spazio della macinazione (cereali o castagne) per la produzione di farine. L'acqua che azionava il ritrecine usciva poi dalla struttura del mulino attraverso grandi aperture ad arco che si vedono molto spesso sulle facciate dei mulini disegnati nelle carte storiche. Il numero delle bocche d'uscita dell'acqua corrisponde a quello dei meccanismi di trasmissione del moto e quindi al numero di macchine molitorie presenti all'interno dell'opificio. In alcuni casi la ricerca d'archivio e l'analisi della cartografia storica ha consentito l'individuazione del nome del mulino (il toponimo oppure il nome della proprietà) e una datazione di massima della struttura.

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43.784176°, 10.924426°

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