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Luoghi da vedere


dove


Piazza del Grano

Pescia

Pistoia

Toscana

43.901721°, 10.688807°

Indicazioni stradali


quando


Sempre disponibile


recapiti



costi


Nessun costo inserito


descrizione


Arrivando a Pescia da sud, percorrendo lo splendido viale alberato, che costeggia il fiume omonimo, incontriamo una piazza adibita a parcheggio auto e pullman, Piazza XX Settembre. Osservandola, è possibile notare sulla destra l'Ex Casa del Fascio oggi sede dell'Archivio di Stato, ed a nord un torrione antico, che si staglia maestoso e superbo nell'aria.
Verso ovest, a lato di questo, un arco ci invita a entrare e percorrere un piccolo antro, fino ad arrivare ad uno spazio rettangolare ben pavimentato in pietra serena, bordato da archi che si susseguono in maniera leggermente irregolare, avvicinando l'occhio e la mente all'immagine di quello che un tempo fu un chiostro.
Siamo nella storica Piazza del Grano, modernamente rinominata Piazza del Mercato, situata poco prima della Piazza Grande, ovvero la Piazza principale della Città, dedicata all'illustre Giuseppe Mazzini.

Negli anni '60 la tettoia viene rimossa, lasciando a cielo aperto la piazza, che continua ad ospitare il mercato della frutta e della verdura e appunto, delle granaglie.
Negli anni '90 la Piazza è stata riqualificata con la una nuova pavimentazione a cui si aggiunge un'adeguata illuminazione.
Ai giorni nostri è luogo di ristoro, centro e sede di attività artistiche, artigianali e professionali.
La sua forma caratteristica, raccolta, accogliente, protetta e dotata di ottima acustica, la rendono uno dei punti di riferimento certi per le associazioni e sede naturale di alcuni degli eventi più importanti del comprensorio.
Una Piazza in movimento ed in espansione, capace quindi, nel tempo, di adeguarsi alle esigenze di una comunità in continua trasformazione.
Una piazza questa pronta ad accogliere la Comunità locale, a farne proprie le istanze, a proporsi come centro propulsivo del suo rilancio culturale, sociale ed economico.
Le prime notizie della piccola piazza risalgono al 1500, e più precisamente al 28 Aprile 1559, quando il complesso a lei circostante viene trasformato da 'antico spedale di San Filippo' in un convento di suore intitolato a Santa Maria Nuova.
La supplica della comunità pesciatina al sovrano Cosimo dei Medici viene appoggiata da Cristiano e Lorenzo Pagni, signori dell'epoca.
Infatti il numero delle vocazioni religiose femminili in quel periodo è in crescita e a Pescia vi sono 'solo' due conventi di monache, la cui ricettività è ormai al limite.
Si domanda quindi di trasformare lo spedale in monastero.
La licenza sovrana non si fa attendere e le operazioni di trasformazione iniziano subito dopo. Nell'occasione nasce anche il chiostro, dotato a sud di un piccolo cimitero.
Il neonato convento di Santa Maria Nuova, diventa un ente al servizio della comunità, inserito nella vita economica, un'oasi di preghiera.
Il convento, anche come fatto urbano, è legato alla storia della Città: dalla rielaborazione spaziale del primitivo spedale, all'assimilazione dell'antica chiesa annessa, dai progressivi inglobamenti di edifici privati e spazi pubblici, che porteranno il complesso a estendersi dalla Piazza Grande alle mura castellane ed al fiume, fino alla realizzazione di un grande spazio interno a uso chiostro ed orto. Il convento con la sua vita va avanti per decenni e raccoglie tante giovani fanciulle con o senza vocazione, spesso salvando le loro anime dalla strada e da una vita di stenti.
Inoltre vede e vive, nel 1630, la terribile peste che si abbatte sulla città di Pescia, diventando anche luogo di cura e ristoro per tanti ammalati.
Si racconta anche che la reliquia di Santa Dorotea, patrona della Città sia stata custodita per anni in tale convento ed esposta dalla madre Superiora in occasione della ricorrente festività per farla baciare ai tanti devoti.
Nel 1 738 la Chiesa di Santa IVTaria N^uova e l'annesso convento, vengono ristrutturati, vivendo fino al 1800.
Il 15 Giugno del 1808 le suore di Santa Maria Nuova sono costrette a trasferirsi nel Monastero di San Michele fuori Porta Lucchese.
Questo non è che l'inizio di una serie di rinunce alle quali la comunità pesciatina sarà costretta dalla nuova politica imperiale francese.
Di lì a poco infatti vengono chiusi anche altri quattro conventi, quelli dei Frati di San Francesco
e di Colleviti, quello dei Cappuccini al Torricchio e in seguito anche quello delle Salesiane.
Soppresso quindi nello stesso anno , il convento di Santa Maria Nuova viene definitivamente alienato nel 1817.
Nell'ex dormitorio delle monache si installa un setificio.
Il chiostro, mediante opportuni 'fornici' (°) che lo collegano alla viabilità pubblica, è trasformato in piazza e dal 1 Agosto 1818 ospita il mercato delle granaglie
Nel 1843 vi viene installato il mercato dei bozzoli, trasferito da Borgo e Buggiano.
In seguito, nell'anno 1874 parte dei locali dell'ex convento vengono trasformati in scuola elementare e tecnica.
Nell'orto delle monache, verso il fiume, sorgerà un grandioso palazzo dal cortile neoclassico, a opera della famiglia Magnani, noti industriali del territorio.
Nel 1937 il Comune di Pescia decide di coprire il chiostro , ormai trasformato in piazza, con una tettoia e lo destina a mercato dei fiori, produzione questa allora in crescente espansione .
Negli immediati anni dell'ultimo dopoguerra, i locali che si affacciano sulla piazza rimangono adibiti a scuola.

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