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Telefono 0572 429262

E-Mail info@franchi-bonsai.it

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costi


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descrizione


Gli albori dell'azienda
La storia dell'azienda Franchi Vivai - Bonsai iniziò nel 1937, quando Guido, padre di Costantino, trasferì la sua famiglia da un podere di collina a un podere di pianura, localizzato nella zona del Castellare di Pescia. E' su quei terreni, infatti, che prese avvio l'attività dei Franchi quali moderni floricoltori e vivaisti, un'attività che di anno in anno si estese e si potenziò considerevolmente, specializzandosi in un primo momento nella floricoltura, tenendo sempre in dovuto conto il vivaismo olivicolo.

La gelata del 1956
Per lo sviluppo di quest'ultimo settore, forte impulso si ebbe in conseguenza della tremenda gelata avvenuta nel febbraio del 1956. Quasi completamente distrutti dal grande freddo gli oliveti dell'Italia centrale, così come anche le produzioni vivaistiche pesciatine, Costantino Franchi comprese subito che ci si doveva mettere all'opera senza indugio per ricostituire i vivai e per farli produrre a pieno regime, in quanto si prospettava una grande richiesta di giovani piante da destinare al reimpianto degli oliveti in parecchie regioni italiane.

La svolta nella produzione
Nel 1962, dal Castellare di Pescia l'azienda viene trasferita in località Ponte all'Abate, ove si inaugura la nuova sede. Qui si realizza un vivaio in un primo momento destinato solamente alla coltivazione degli olivi. Con gli inizi degli anni Settanta, accanto alla ormai consolidata coltivazione degli olivi, si intraprende anche la produzione di olivi di grandi dimensioni, destinati a parchi e giardini, e contemporaneamente si realizza un vivaio sul quale si coltivano molte specie di ornamentali da esterno.

L'introduzione della coltivazione in vaso
Intorno al 1970, durante un viaggio di studio in California, Costantino Franchi, facente parte di una delegazione di vivaisti pesciatini e pistoiesi, si rende conto della convenienza di praticare le coltivazioni vivaistiche in contenitore, così come da tempo si è soliti fare in America per le ornamentali da esterno. Tornato nella sua azienda, Costantino prende immediatamente la decisione di rivedere il ciclo produttivo per tutte le sue produzioni vivaistiche e di adottare la tecnica dell'allevamento in vaso, una tecnica che dà risultati nettamente migliori rispetto a quella tradizionale. A partire dalla metà degli anni Settanta, l'intera produzione vivaistica dell'azienda Franchi viene quindi ottenuta attraverso queste più rispondenti e moderne tecniche colturali.

La nascita del Bonsai di olivo
Quanto alle piante di olivo, oltre al tradizionale innesto, all'epoca si adotta in azienda la propagazione per talea, praticata in una vasta serra di nebulizzazione; in tal modo si ottengono piante in tempi più brevi rispetto a quelli richiesti con l'innesto. L'olivo è, nella tradizione, simbolo di pace. Partendo da questa considerazione Costantino ebbe l'intuizione di dar vita a un nuovo prodotto: l'olivo ornamentale da appartamento da portare in chiesa la Domenica delle Palme, per la tradizionale benedizione. Posto in un particolare vaso, non troppo grande ed esteticamente gradevole prese il nome commerciale di 'Pasquolivo'. Fu un prodotto che ebbe molto successo e venne presentato, come le altre produzioni di Franchi, a molte manifestazioni fieristiche del settore, presso le quali già da tempo l'azienda si era messa in evidenza. Da quest'idea ebbe origine il prodotto che maggiormente contraddistingue la Franchi Bonsai-Vivai: il Bonsai di olivo. Costantino Franchi iniziò così a percorrere una nuova quanto difficile e coraggiosa strada: la produzione di bonsai, fino ad allora praticata su larga scala soltanto nell'Oriente, in Giappone e in Cina soprattutto, secondo tradizione millenaria.

I viaggi
Nel primo anno di coltivazione, circa 5000 piante furono potate e allevate con una tecnica nuova e particolare; e così avvenne negli anni seguenti. Prima di assumere la forma di un bonsai pronto per la vendita, le piante dovevano rimanere per ben 6 anni in vivaio. Quasi immediatamente, insieme agli olivi si dette avvio alla coltivazione di altri bonsai, partendo da molte essenze, mediterranee e non. Nei primi anni Ottanta Costantino accettò l'invito a visitare i vivai di bonsai della Cina e dopo aver fatto tappa nelle città di Shanghai, Guangzhou e Suzhou, si rese conto con sorpresa e soddisfazione di essere il primo italiano interessato all'acquisto di bonsai in quei Paesi. A questo viaggio ne seguirono molti altri in Cina, Taiwan, Giappone, attraverso i quali vennero stabilite con quelle lontane realtà produttive rapporti di collaborazione tuttora operanti.

La collezione Franchi ed il Museo
Nel corso degli anni e nei numerosi viaggi, Costantino iniziò ad acquisire una serie di esemplari, diventati nel tempo una collezione di bonsai unica nel suo genere. Per dare degna collocazione a questa, nel 1992 fu inaugurato il Museo del Bonsai. Meta dei visitatori di tutto il mondo, di personaggi famosi, di studiosi e di appassionati, raccoglie 100 specie di bonsai provenienti dal lontano Oriente, collezionati da Franchi o da lui creati nella sua azienda. Il nucleo della collezione è formato da esemplari molto antichi e di dimensioni notevoli, coltivati secondo i tradizionali stili: eretto formale ('Chokkan') , inclinato ('Shakan'), foresta ('Yose-ue'), ecc... Molti Bonsai esposti al Museo sono state classificati da parte di botanici sistematici per la prima volta presso il Museo Franchi. I Bonsai sono frutto di una vera e propria disciplina tecnica e di uno spirito filosofico proprio: ogni pianta porta nelle sua forma un'interpretazione della realtà da 'leggere' sui suoi rami, ed osservarla significa penetrare la sua natura. Trasformare una pianta in una vera e propria scultura vivente richiede d'altra parte una tecnica ed una capacità artistica straordinarie.

Le prime dimostrazioni e il Kokfu-ten
Nell'aprile 1995, il Centro Bonsai Costantino Franchi, insieme all'associazione Italiana Bonsai, invitò il maestro giapponese Masahiko Kimura, docente in un'importante scuola giapponese, destando interesse a livello europeo. A seguito di questa esperienza, furono organizzati successivi tre seminari con la partecipazione del maestro Kunio Kobayashi, il quale, dopo aver visto un esemplare di ficus nel museo, ritenne che la pianta poteva essere esposta alla 71a edizione del Kokofu-Ten di Tokyo, la più importante manifestazione del settore, alla quale partecipano i maestri dell'arte del bonsai, dopo una severa selezione delle piante presentate. Fu così che nel 1997, tra i 200 esemplari presentati nella capitale giapponese ne fu esposto, cosa mai avvenuta in precedenza, uno proveniente dall'Europa: il Ficus di Costantino Franchi, una pianta talmente preziosa che dopo la mostra rimase in Giappone, all'interno della collezione del Maestro Kobayashi, per essere ammirata dagli esperti del settore.

I riconoscimenti
La passione per i Bonsai di Costantino Franchi lo porta a divulgare un'arte che in Italia all'epoca non era ancora molto conosciuta, e per far ciò nel 1993 diviene editore della rivista Bonsai Italia. Gli attestati di merito, i riconoscimenti, gli articoli sul lavoro dell'azienda si moltiplicano fino al conferimento del commendatorato dalla Presidenza della Repubblica e addirittura sua Santità Giovanni Paolo II riceve in dono un bonsai di olivo prodotto dal centro Bonsai Franchi.

L'attualità
La famiglia Franchi continua l'attività di coltivazione di Bonsai sia nella sede storica di Ponte all'Abate sia nel nuovo vivaio posto in via Ricci. Presso la sede si trovano la serra dove viene presentato tutto l'assortimento di Bonsai dell'azienda. Accanto alle essenze autoctone coltivato in proprio, si possono trovare specie esotiche di provenienza giapponese e cinese. Nel vivaio, di circa 4 ha di superficie, vengono coltivate le piante destinate a trasformarsi, dopo lunghi anni di lavorazione, in autentici capolavori. La titolare Nara Franchi continua sulle orme del padre la divulgazione dell'arte del Bonsai organizzando incontri con maestri di fama mondiale, durante i quali apprendere tale arte.

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