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dove / quando


Viale Giuseppe Verdi

Toscana

43.884893°, 10.773779°

Indicazioni stradali


Sempre disponibile


recapiti


CitiesInfoPoint - Piazza del Popolo

E-Mail cipmtc@citiesinfopoint.com

Cellulare 389-6624943


CitiesInfoPoint - Piazza Italia (Stazione Ferroviaria Montecatini Terme - Monsummano)

Cellulare 320-4472484

E-Mail cip2mtc@citiesinfopoint.com


Ufficio Informazioni (Ex APT) - Viale Verdi

Telefono 0572-772244


costi


Nessun costo inserito


descrizione


A spasso calpestando i personaggi famosi che hanno fatto la storia della città. Da Verdi a Woody Allen (in ordine cronologico di apparizione), un percorso fatto da 200 borchie di bronzo ci accompagnerà da piazza del Popolo fino al Tettuccio. Una sorta di 'walk of fame' (la strada di Hollywood con le famose stelle incastonate sugli ampi marciapiedi), che in salsa montecatinese prende il nome di 'Passi di gloria'.
Le borchie sono situate a raso sui marciapiedi, hanno un diametro di 10 centimetri e inciso ci sono il nome del personaggio e l'anno in cui è stato ospite di Montecatini. Il primo tondino è posizionato in piazza del Popolo ed è dedicato al Granduca Leopoldo, vero e proprio 'creatore' della città. Poi i 'passi di gloria' invogliano le persone a seguire l'intero tragitto, che attraversa il viale Verdi per fermarsi davanti al Tettuccio. E a chi pensa che sarà difficile trovare 200 personaggi famosi, ricordiamo solo alcuni di questi che hanno frequentato la città: Clark Gable, Audrey Hepburn, Orson Welles, William Holden, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Arturo Toscanini, Rose Kennedy, Gabriele D'Annunzio, René Magritte, Paul Cezanne, Richard Wagner, Filippo Marinetti, Christian Dior, Coco Chanel, Adriano Celentano, Alighiero Noschese, Mina, Alberto Sordi, Silvana Mangano, Nino Manfredi, Franco Zeffirelli, Pelè, Kobe Bryant, Ibn Saud, Grace Kelly. Fino alle ultime apparizioni di Woody Allen, Giorgio Panariello e Massimiliano Fuksas.

www.iltirreno.geolocal.it

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Montecatini Terme Montecatini Terme può essere definita la città del Liberty, della natura e delle acque. Infatti questo comune sorge per volontà del granduca Pietro Leopoldo d'Asburgo Lorena per le sue caratteristiche naturali e termali e conosce un periodo particolarmente felice tra la fine dell'Ottocento e il primo trentennio del Novecento, divenendo luogo di attrazione per un pubblico internazionale e ospitando personaggi del calibro di Giuseppe Verdi, Ruggero Leoncavallo, Pietro Mascagni e Giacomo Puccini che usufruirono degli effetti benefici delle cure termali. La città si contraddistingue per gli innumerevoli parchi e spazi verdi dove è possibile passeggiare e godere di un'atmosfera rilassante e ricca di cultura. Infatti si possono ammirare moltissimi edifici in stile Liberty, caratterizzati da una ricercata armonia di forme, oltre alle meravigliose architetture degli stabilimenti termali. Uno fra tutti è il grandioso complesso delle Terme Tettuccio,massima espressione dell'architettura termale cittadina. L'edificio è stato concepito come quinta scenica e fu realizzato tra il 1779 e i 1781. Le forme monumentali in travertino, richiamano i modelli delle terme romane in uno stile tra l'eclettico e il neo-rinascimentale. Dal 2012 inoltre l'offerta artistica e culturale è ampliata dalla nascita della prima Galleria Civica della città: il Mo.C.A. (Montecatini Contemporay Art) all'interno della quale è possibile ammirare opere di rilevanza internazionale come il monumentale e imponente dipinto di Mirò 'Donna avvolta in un volo di uccello' realizzato fra il 1975 e il 1978 circa e donato dall'artista alla città. Dietro il parco termale, in posizione centrale, si trova la stazione di partenza della Funicolare costruita alla fine dell'Ottocento per collegare la cittadina di Montecatini Terme con il Castello di Montecatini Alto.

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dove / quando



Domenica 01/10/2017
Dal 06/10/2017 al 08/10/2017
Dal 13/10/2017 al 15/10/2017
Dal 20/10/2017 al 22/10/2017
Dal 27/10/2017 al 29/10/2017


recapiti


E-Mail Info@montecatini-alto.it


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descrizione


E' una della sei torri rimaste delle venticinque esistenti in epoca medioevale e precedenti la distruzione del
paese ad opera delle truppe fiorentine del Granduca Cosimo dei Medici avvenuta a seguito dell'assedio del
1554. Si tratta di una struttura, che svolgeva una funzione esclusivamente militare, situata in posizione
dominante verso la pianura. Questa torre costituiva il perno difensivo detto ͞Castel Nuovo͟ in
contrapposizione a quello preesistente posto sull'altra altura nella parte nord del paese. I merli sono stati
costruiti in epoca post-medievale. Da documenti del 1552 risulta che sul lato nord della torre, in modo da
essere visibile a tutto il paese, si trovava, come ancora adesso, un orologio. Ricostruito nel 1695 è tuttora
conservato nella torre, con alcune aggiunte elettriche apportate nel corso del ventesimo secolo nel
tentativo di modernizzare il funzionamento. Nel 1732 le autorità comunali decisero di far aggiungere un
quadrante esterno all'orologio. Nel 1843 venne deciso di sostituire la suoneria con una nuova detta ͞alla
romana͟ e cioè ͞all'antico sistema di battere le ore di 6 in 6͟. Il quadrante in marmo con 6 cifre romane,
indicate da una lancetta di lamiera sagomata, è quello apposto nel 1844. Il 12 Aprile 2016, grazie al
contributo dell'Associazione Pro-Loco Montecatini Alto e del Comune di Montecatini Terme, è stato
ripristinato il funzionamento dell'antico orologio rendendo alla comunità un pezzo della sua storia.
Possibilità di effettuare visite nei giorni di Venerdì-Sabato-Domenica dalle ore 10.30 alle ore 12.00 e dalle
ore 15.30 alle ore 17.30. Per informazioni: Info@montecatini-alto.it

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dove / quando


Viale Giuseppe Verdi

Toscana

43.884060°, 10.772234°

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CitiesInfoPoint - Piazza del Popolo

E-Mail cipmtc@citiesinfopoint.com

Cellulare 389-6624943


CitiesInfoPoint - Piazza Italia (Stazione Ferroviaria Montecatini Terme - Monsummano)

Cellulare 320-4472484

E-Mail cip2mtc@citiesinfopoint.com


Ufficio Informazioni (Ex APT) - Viale Verdi

Telefono 0572-772244


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descrizione


Nello spazio di fronte al Cinema Imperiale, la statua donata dall'artista e scultore russo Aidyn Zeinalov alla città di Montecatini, raffigurante Giacomo Puccini seduto su una panchina con il sigaro e il suo bastone. Un'opera affascinante che ha riscosso subito successo, lunga oltre tre metri, in bronzo, del peso di due tonnellate e mezzo che diventerà non solo simbolo della fratellanza tra il popolo russo e quello italiano, ma un luogo 'magico' dove scattare probabilmente d'ora in poi le foto ricordo per tutti i turisti di passaggio da Montecatini. Ricordiamo che lo stesso artista aveva realizzato lo scorso anno la statua di Giuseppe Verdi che si trova proprio di fronte al Teatro omonimo.
Sulla panchina la scritta 'Great people are in need of great inspiration – This monument of Giacomo Puccini is a giving from a sculptor to italian culture' (Grandi persone hanno bisogno di grande ispirazione – Questo monumento di Giacomo Puccini è il regalo dello scultore alla cultura italiana e agli italiani'

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/09/22/inaugurata-la-statua-di-giacomo-puccini-sul-viale-verdi-montecatini/
Copyright © gonews.it

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dove / quando


Viale Giuseppe Verdi, 45

Toscana

43.884678°, 10.772963°

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descrizione


Giuseppe Verdi venne per la prima volta a Montecatini (estate 1882), l'Italia unita era una realtà da una ventina di anni. I suoi ottantotto anni di vita (10 ottobre 1813-27 gennaio 1901) coprono l'intero arco del Risorgimento. A Montecatini ritrovò l'ambiente ideale per comporre musica, dopo più di dieci anni di silensio dai trionfi di Aida (Cairo, 1871). Ormai si sentiva un musicista inaridito ed, invece, nella città delle Terme, ritrovò la vena per comporre capolavori come Otello (Milano, 1887) e Falstaff (Milano, 1893).
Il grande compositore fu fedele ospite di Montecatini per 18 anni. L'ultima volta venne pochi mesi prima della morte. Prima di partire, quasi fosse un presentimento, si fece promettere dal dottor Pietro Grocco, direttore sanitario delle terme e suo medico di fiducia, che sarebbe accorso al suo capezzale, in caso di grave malattia, quando avrebbe ricevuto un telegramma con una frase convenzionale.
La solitudine ormai lo affligge ogni giorno di più. A dicembre del 1900 decide di partire per Milano per trascorrere il Natale all'albergo de Milan in compagnia della cugina Maria Carrara-Verdi, di Teresa Stolz, di Arrigo Boito, della famiglia Ricordi e del poeta romanesco Cesare Pascarella. Riceve una valanga di auguri da amici e conoscenti sparsi un po' ovunque. Dice in tono scherzoso: «Mangio poco, dormo poco e mi annoio molto. Non avrei mai creduto d'aver a desiderare come suprema felicità due buone gambe...».
Il 18 gennaio scrive alla cognata Barberina: «Sono da quasi quindici giorni in casa perché ho paura del freddo! Oggi però è una bella giornata; ma io sono ferocemente attaccato sulla mia sedia e non mi muovo. Speriamo nei giorni migliori». La mattina del 21 viene accuratamente visitato dal dottor Caporali. Lo trova in buona salute. Verdi si riveste, sulla sponda del letto, aiutato dalla fedele governante romagnola, Teresa Gentilini. Trova difficoltà ad abbottonarsi il gilet. Gli sembra che troppi bottoni non obbediscano più alla sua mano diventata all'improvviso distratta e stanca. Anche la governante glielo fa notare e Verdi prontamente replica: «Bottone più bottone meno...», e queste sono le sue ultime parole, prima di stramazzare rivelto sul letto. La cameriera chiede aiuto, torna il medico, ma la situazione appare ormai irriversibile: un attacco di emiplegia destra ha paralizzato il Maestro. Parte il telegramma convenzionale e da Montecatini Grocco si precipita al capezzale di Verdi, ormai incosciente. Gli avvicina all'orecchio il suo orologio per fargli sentire la musica familiare del carillon da anni cara a Verdi. Per un istante Verdi apre gli occhi come per dire che ha capito che il suo caro amico, il medico in cui ha sempre riposto tanta fiducia, è lì accanto a lui.
Nell'appartamento si sono riuniti Boito, Ricordi, la Carrara Verdi, Giuseppe Giacosa, Giuseppe Spatz, proprietario dell'albergo, il cognato Demetrio Barezzi, il fratello superstite di Margherita, la prima moglie del Maestro. Il cuore del Vecchio resiste per otto giorni, completamente immobile nel letto. La situazione lentamente si aggrava: ogni dieci-dodici respiri segue una pausa e le pause si fanno via via più frequenti e più lunghe. Il ritmo cessa e riprende; per interminabili secondi non un moto, un sussulto, poi la vita e l'armonia del fiato ritornano udibili.
Grocco rimane sempre lì, fisso al suo fianco, non lo lascia un solo secondo. Ogni tanto si alza e gli controlla il respiro con l'orecchio appoggiato al petto. Finché l'ultimo soffio di vita è come il cadere della bacchetta dal podio. E' la notte fra il 26 e il 27 gennaio, alle 2.50. Verdi muore senza riconoscere nessuno di quelli che gli stanno intorno.
Fuori è freddo e buio. Il Comune aveva fatto stendere della paglia davanti all'albergo perché il traffico mattutino dei carri non disturbasse il Maestro. Appena si propaga la notizia della morte del compositore, arrivano telegrammi di condoglianze del Re, dei ministri, dei presidenti della Camera e del Senato, di tenori, soprani, direttori d'orchestra e impresari, ma anche quelli di gente del popolo tipo l'umile prete di campagna che scrive: «La Vergine degli angeli ti copra col suo manto».
Le sue ultime volontà rispecchiano i modi semplici con cui aveva caratterizzato tutta la sua vita. Queste alcune frasi del suo testamento: «Ordino che i miei funerali sieno modestissimi e si facciano allo spuntar del giorno od all'Ave Maria di sera, senza canti e suoni. Basteranno due preti, due candele ed una croce.» Ordina anche che non venga mai toccato il grande parco di S. Agata, cresciuto insieme alla sua fama.
E le sue ultime volontà sono rispettate. I funerali si svolgono la mattina del 30 gennaio, su un carro di terza classe, alle sei e mezzo, senza alcuno sfarzo. Però, i funerali solenni avvengono il 20 febbraio. Una folla immensa saluta le salme di Giuseppe e Giuseppina Verdi, che lasciano il cimitero monumentale per una cripta nella Casa di riposo, quella costruzione che Verdi ha considerato l'ultima sua grande opera. Nel suo testamento aveva espresso «il vivo desiderio di essere sepolto in Milano con mia moglie nell'oratorio che verrà costruito nella Casa di Riposo dei musicisti da me fondata».
Il Comune di Montecatini è rappresentato da Luigi Baragiola con delibera adottata il 28 gennaio dal Consiglio comunale riunito in seduta straordinaria. Viene deciso anche che «al Viale ora denominato del Tettuccio, per il tratto che va dalle Terme al Tettuccio, viene imposto il nome di Viale Giuseppe Verdi; al tratto di mura castellane, che va dallo scalo della Funicolare allo Chalet Melani, è imposto il nome di Passeggiata Giuseppe Verdi».
Durante le esequie un coro diretto da Toscanini e una folla di migliaia di persone intonano l'inno del trionfo giovanile di Verdi: «Va pensiero, sull'ali dorate...».
Nell'ultimo viaggio, dunque, il grande compositore viene accompagnato dalle note della sua musica che avrà gloria eterna.

Opera realizzata dll'artista e scultore russo Aydin Zainalov.

archivio.tuttomontecatini.it/verdi1.html

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Chiesa


dove / quando


Vicolo del Prataccio, 5

Toscana

43.896930°, 10.788449°

Indicazioni stradali


Sempre disponibile


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Telefono 0572-73727

E-Mail web@sanpi.it


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descrizione


La chiesa di San Pietro Apostolo risale al sec. XI e ha subito diversi cambiamenti nel corso degli anni, il primo dei quali fu la sua totale ricostruzione avvenuta durante la seconda metà del sec. XII. L'aspetto attuale è dovuto alla radicale trasformazione avvenuta durante la seconda metà del Settecento ad opera dell'architetto A. Zannoni, con l'allargamento delle navate laterali, il rialzamento e l'allungamento ad ovest dell'abside. In tempi più recenti (1962) furono aggiunte nuove decorazioni e furono portate alla luce porzioni di colonne appartenute alla primitiva chiesa romanica.Riconoscibili all'interno della chiesa a tre navate alcune vecchie colonne con capitelli incorporate nella nuova struttura. Molte le opere d'arte presenti all'interno: in alcuni locali adiacenti alla Chiesa, raggiungibili attraverso un accesso posto sul lato sinistro dell'Altare Maggiore, sono custoditi dei reperti artistici raccolti da una dinastia di Parroci (Preposti), i Paponi.In un piccolo vestibolo da dove si accede a sale più grandi, è sistemato un armadio cinquecentesco nel cui interno sono custoditi alcuni notevoli reperti tra i quali spicca il reliquiario di Santa Barbara.

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Chiesa


dove / quando


Piazza del Popolo

Toscana

43.882771°, 10.770374°

Indicazioni stradali


Sempre disponibile

Orario Sante Messe
Dal Lunedì al Sabato: 8:30 I 18:00
Domenica: 8:30 I 10:00 I 11:00 I 18:30



costi


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descrizione


Nel centro del Comune di Montecatini Terme e affacciata sul perimetro della piazza si trova la Basilica di S. Maria Assunta, inaugurata nel 1962 e progettata dall'architetto Fagnoni con Spadolini, Stecchetti e Negri.La sua struttura imponente con richiami orientaleggianti è realizzata in cemento armato impreziosito dall'utilizzo della pietra grigia della cava di Maona e dal rivestimento in travertino chiaro di Monsummano. Quattro grandi portali incorniciati da decori marmorei immettono nella basilica a pianta ottagonale, con quattro cappelle. I mosaici in vetrocemento sopra l'ingresso, del pittore Giorgio Scalco, rappresentano scene della vita della Madonna, mentre quelli laterali raffigurano Santa Caterina e San Francesco. Il grande Crocifisso dietro l'altare è opera dello scultore Sauro Cavallini. Nella chiesa si può ammirare anche un grande dipinto, donato dagli albergatori della città per onorare Santa Marta

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dove / quando


43.896661°, 10.789360°

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CitiesInfoPoint - Piazza del Popolo

E-Mail cipmtc@citiesinfopoint.com

Cellulare 389-6624943


CitiesInfoPoint - Piazza Italia (Stazione Ferroviaria Montecatini Terme - Monsummano)

E-Mail cip2mtc@ctiesinfopoint.com

Cellulare 320-4472484


Pro-Loco Montecatini Alto

E-Mail info@montecatini-alto.it


Ufficio Informazioni (Ex APT) - Viale Verdi

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descrizione


Il piccolo borgo di Montecatini Alto è situato a 300 metri sul livello del mare, ha origini medievali e presenta ancora il tracciato delle antiche mura distrutte nel 1554 dai fiorentini di Cosimo I de' Medici che si apprestavano a conquistare la zona. Nella parte alta troviamo ancora in buone condizioni la Rocca e laTorre del Mastio. Sulla centrale Piazzetta Giusti ci sono i resti medievali del Palazzo del Podestà con la Loggia del Parlascio, in origine sede delle pubbliche assemblee e del mercato. Salendo una ripida stradina si giunge alla Chiesa di S. Pietro, attestata già dal 776 d.C., danneggiata durante l'assedio fiorentino, fu rimodellata nel Settecento. Al suo interno troviamo un'Ascensione di Cristo fra Santi di Santi di Tito (1595) e un Crocifisso ligneo del XV secolo. Dalla passeggiata panoramica, che ricalca il tracciato delle mura originarie, si gode di una splendida vista a perdita d'occhio su tutta la Valdinievole.

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