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dove / quando


Piazza degli Ospitalieri

Toscana

43.815022°, 10.675006°

Indicazioni stradali


Sempre disponibile


recapiti


Telefono 0583 216525
Fax 0583 216525
E-Mail turismo@comune.altopascio.lu.it
Sito Web www.comune.altopascio.lu.it
Ufficio Turismo
Piazza Garibaldi, 10


costi


Nessun costo inserito


descrizione


Attraverso la porta del Giardino (databile probabilmente al XVI secolo) si accede alla piazza (il nome di porta degli Ospitalieri è recente e risale, come quello della piazza, al secolo attuale o al massimo a quello scorso), la più interessante e suggestiva di tutto il centro storico. Lo spazio attuale corrisponde ad un cortile di fattoria (il cosiddetto terzo cortile) realizzato nel XVI secolo da Ugolino Grifoni allargando l'area claustrale con l'abbattimento dei lati superstiti del chiostro e dando loro sbocco all'esterno mediante la porta castellana. Al centro vi è un pozzo con un pregevole pozzale ottagonale in monoblocco di pietra, trasferitovi in epoca fascista dalla vicina corticella della presunta foresteria medievale: sul bordo interno del pozzo si notano i solchi delle catene con cui si tiravano su le brocche dell'acqua. Del chiostro degli Ospitalieri rimane una parte significativa, nonostante mutilazioni e trasformazioni. Di fronte alla porta del Giardino è situato il lato di levante, trasformato dal Grifoni in loggia di fattoria (1557) e sormontato da una loggetta in stile tuscanico, con colonne e pilastri in pietra serena. Questo lato presenta quattro pilastri e cinque archi, mentre in origine ne aveva solo quattro. Osservando il primo arco sulla sinistra si nota che è più rozzo degli altri: esso fu aggiunto infatti per sostenere la loggetta soprastante e intonacato insieme con tutto il resto del complesso rinascimentale. Il primo pilastro di sinistra è più largo degli altri e contiene l'appoggio delle arcate del lato nord, interamente abbattute. I resti del lato sud, gravemente danneggiati, si vedono sulla destra incorporati negli edifici di fattoria. Il chiostro aveva forma trapezoidale allungata, come si è potuto ricostruire (Dal Canto-Biagioli) grazie alla localizzazione delle fondamenta di alcumi pilastri, messe in luce nel 1978 in occasione della pavimentazione della piazza, e all'osservazione dei resti del lato sud. I due lati più lunghi (nord e sud avevano cinque arcate, quello est ne aveva quattro, mentre il lato ovest doveva avere solo due arcate più leggere, che mettevano in comunicazione il chiostro con un area adiacente al muro castellano, forse usata come orto (la porta castellana del giardino era infatti chiamata nel Cinquecento porta dell'orto). Al piano di sopra i tre lati maggiori del chiostro dovevano avere ambulacri con finestre a bifore o a trifore, con colonnine e capitelli di marmo, come si è dedotto dai resti di archi e dai reperti archeologici. Il chiostro ha pilastri in pietra e imposte sagomate, con archi in cotto e ornati geometrici. Il Salmi lo collega agli edifici lucchesi e, per quanto riguarda la datazione, si limita a collocarla entro il Trecento; è però probabile che non vada oltre la prima metà del secolo precedente, epoca di massima fioritura dell'Ospedale di Altopascio e del suo Ordine religioso, tanto più che manca qualsiasi elemento stilistico gotico: inoltre il capitello a stampella con i leoni, presente nella raccolta storica (di cui si tratterà più avanti) e ricollegabile alle finestre del chiostro, sembra rimandare ad una data collocabile tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo a cui risale anche l'edificazione della seconda chiesa. Sotto il terrazzo della loggetta si vedono i resti di antiche finestre, con mattoni che portano figure stampigliate, come bandiere o colombine. Due mensole presentano sculture di fattura piuttosto rudimentale: un volto o mascherone (maschera della terra) ed una figura umana stilizzata (acrobata). Sulla destra, di fronte al pilastro che sostiene gli archi del lato sud, si trovano i resti di un bell'arco in cui si legge l'influenza moresca. La loggetta tuscanica doveva mettere in comunicazione i grandi appartamenti rinascimentali del primo piano: l'alloggio del Maestro, la grande foresteria, gli appartamenti degli inservienti. A pianterreno vi erano grandi ambienti con pilastri e volte per uso di fattoria destinati a cantine, granai, stalle; tutto il complesso è definito nelle descrizioni sei-settecentesche come palazzo, palazzo di fattoria, casa di fattoria casa, ed è dotato di idonei servizi, come cucina, forno, pozzo, situati presso la corticella della Casa (che verrà descritta più avanti).

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