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Palazzo


dove / quando


Piazza Ricasoli, 17

Toscana

43.814701°, 10.675510°

Indicazioni stradali


Sempre disponibile


recapiti


Telefono 0583 216525
Fax 0583 216525
E-Mail turismo@comune.altopascio.lu.it
Sito Web www.comune.altopascio.lu.it
Ufficio Turismo
Piazza Garibaldi, 10


costi


Nessun costo inserito


descrizione


L'elemento emergente della piazza è la loggia dell'Ospedale dei poveri e dei pellegrini comuni, costruita nel corso dei lavori dei Capponi degli anni 1472-75, di fronte all'edificio del pellegrinaio. Allo stato attuale essa non è più integra, ma gravemente manomessa. Nella Descrizione del 1740 si rileva che vi erano tra una colonna e l'altra le banchine per poteri sedere ed era chiusa da un muro verso piazza Garibaldi, a cui si accedeva da una porta con cornice in pietra; la trasformazione è avvenuta nel secolo scorso, quasi certamente quando il cortile grande divenne la piazza del mercato, per agevolare il collegamento con via Cavour. (vedi sotto: 'Il pellegrinaio rinascimentale). La loggia è detta medicea per la presenza di uno stemma dei medici, graffito su una colonna, di cui si intravedono i resti, e quasi certamente, più tardo.



Il pellegrinaio rinascimentale.

Il pellegrinaio, definito come ospedale dei poveri e pellegrini comuni era diviso in un ricetto, cioè una specie di sala d'attesa con camino, e nello stanzone delle letta (al'incirca sei o otto letti a partire dal 1564). In fondo a questo stanzone vi era un 'sodo in muro informa di altare con una pittura sopra' raffigurante una Crocifissione, per cui si è pensato dapprima che l'edificio potesse corrispondere a quello della chiesa originaria (Andreucci Lera), poi all'oratorio della Compagnia prima della costruzione di quello della Purificazione, al di fuori delle mura. I resti di tale pittura erano ancora visibili ai primi di questo secolo: la metà superiore del corpo di Gesù rimaneva al piano di sopra, la parte inferiore al piano di sotto. Sotto l'imbiancatura si conservano ancora i contorni della figura, ma non sappiamo se sussistano all'interno i colori o se essi siano stati asportati e sia rimasto solo il graffito di guida. L'ipotesi dell'origine dell'edificio come sala o almeno infermeria del pellegrinaio (Moretti) può essere avvalorata proprio dalla presenza dell'altare e della pittura, che lasciano pensare ad uno spazio nel quale si potesse celebrare la messa per i pellegrini infermi. Non si conosce la data di edificazione, ma si suppone che esso risalga o al Quattrocento, o al Bonizi, ai Capponi. La Visita pastorale del 1564 rileva che nel pellegrinaio sono alloggiati promiscuamente uomini e donne ed ordina che per le donne sia allestita una stanza a parte, nella quale vennero in seguito collocati quattro letti. Non convince l'idea che una tale promiscuità, così lontana dai criteri selettivi del pellegrinaio medievale, fosse presente all'origine; non è da escludere che anche il pellegrinaio quattrocentesco fosse più grande e articolato e la situazione rilevata nel 1564 riflettesse una sua riduzione all'originaria sala degli infermi.

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