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dove / quando


Malalbergo

Bologna

Emilia Romagna

44.717907°, 11.529721°

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descrizione


A cosa ci fa pensare il termine borgo così di
prim'acchito? Di sicuro ci richiama alla mente un gruppo di case d'epoca medioevale, arroccato sul cucuzzolo di una montagna, adiacente ad un castello che controlla tutta la zona circostante, inaccessibile per i nemici invasori ed inespugnabile nella sua struttura, massiccia sì, ma pure elegante e maestosa. Però questa parola ci fa anche pensare a quella parte della città, a quello spicchio di municipalità che rappresentava, in epoca medioevale e rinascimentale, una parte a sé stante, orgogliosa della sua autonomia e della sua diversità nei confronti delle altre 'porzioni' di città, però sempre inserita nella totalità di un nucleo abitato più ampio, costituito dal
territorio urbano nella sua interezza.
Dunque mi viene spontanea la domanda: 'Come mai tutti gli storici locali, anche di epoche diverse, che hanno esaminato queste zone affermano che, fin dalla sua 'nascita', l'abitato di Malalbergo ebbe questa sua particolare e caratteristica configurazione, cioè la suddivisione in borghi?
Non si può certo pensare ad una genesi di questo paese che si rifaccia al primo dei due significati della parola borgo; infatti non è certamente questo il nostro caso, cioè quello di un agglomerato, assai piccolo, sorto presumibilmente a cavallo del Mille, in una pianura che più pianura non si può! Ma anche la seconda versione di quel termine, non è certamente riferibile ad un centro abitato tanto piccino.
Ecco allora l'ipotesi secondo me più veritiera: il borgo si sarebbe sviluppato 'in modo progressivo' attorno ad un nucleo primordiale che fungeva da 'centro d'attrazione', assumendo successivamente, per le sue dimensioni, la forma e la grandezza tipica del 'borgo'.
Ma quale poteva essere questo nucleo originario riguardante Maletum? (Maletum, come tutti sanno, fu il nome primigenio di Malalbergo e lo si ritrova, nei primi documenti che lo citano, prima dell'anno Mille).
In verità il suo vero 'atto costitutivo' pare essere, secondo la storiografia a tutt'oggi
conosciuta, la costruzione in loco di un hospitium da parte di una comunità di frati bonificatori, che aveva lasciato Pegola (la medioevale 'terra della Peula') per trasferirsi in queste lande così inospitali. Ciò avvenne quasi in contemporanea con il prolungamento del 'Canal Naviglio' da Pegola a Malalbergo; infatti quest'ultimo tratto, fortemente voluto dal Senato bolognese (che per quest'opera stanziò un'ingente somma, delibe-
rata esattamente nel 1292) vide la sua attuazione nel giro di una quindicina d'anni e cioè alcuni lustri dopo l'arrivo dei frati. Sorse così, in verità ad una relativa distanza dal Navile, quel primitivo 'borgo' del paese detto
appunto Borgo Ospizio, che altro non era se non un agglomerato di abitazioni addossate all'Oratorio dei suddetti frati benedettini.
Ma il più importante gruppo di case che si
sviluppò, in tempi successivi, nelle adiacenze
dell'anzidetto borgo fu, cronologicamente par-
lando, Borgo Bótte, posto tra i due canali
Calcarata e Calcaratella; esso probabilmente mutuò il proprio nome da un manufatto sotterraneo costruito sotto il letto del canal Morto (questo era un canale situato, a quel tempo, quasi a fianco dell'odierna via Selciato). A suffragio di questa tesi, vorrei aggiungere che, ancor oggi, gl'ingegneri idraulici chiamano 'bótte' una struttura, fatta a semi-arco, che consente il passaggio sotterraneo di un corso d'acqua.
Nel giro di un paio di secoli, tre elementi portarono poi alla fusione di questi due bor-
ghi: 1) l'abbandono della zona da parte dei frati; 2) l'elevazione a Parrocchia del paese; 3) l'allargamento di questa borgata, dovuta all'espansione edilizia e commerciale del 'Porto di Malalbergo', legata al sempre crescente volume dei traffici sul Navile controllati dalla Gabella Grossa di Bologna. Questi tre fattori portarono all'inglobamento di Borgo Ospizio entro Borgo Bótte e quindi alla sua sparizione toponomastica,
divenuta definitiva attorno ai primi lustri dell'Ottocento.
Alla destra del canale Navile, nei pressi della chiesa costruita in quella zona fin
dal Quattrocento, si sviluppò poi un
altro 'agglomerato', detto Borgo
Paradiso, il quale ha mantenuto tale
nome fino ad oggi.
Indubbiamente gli abitanti non poterono dargli nome più appropriato: infatti il legame fra
Chiesa e Paradiso dovrebbe essere inscindibile! Ma non finisce qui: già all'inizio del Cinquecento andò sviluppandosi, di fronte al luogo di culto del paese ma al di là del Navile, un rione che prese il nome di Borgo degli Angeli (modificatosi in seguito nella sua contrazione più semplice, cioè Borgo Angeli, toponimo che resiste tutt'oggi).
Mi vien da pensare che i malalberghesi di quel tempo avessero ben ponderato questo nome e l'avessero scelto al fine di completare l'opera: infatti se c'era la Chiesa doveva esserci lì vicino il Paradiso, ma se c'era il Paradiso dovevano per forza esserci anche gli Angeli!
Sappiamo inoltre dell'esistenza di un altro 'borgo' paesano, che era denominato Borgo Svolta, del quale, però, oggi non c'è più memoria; si stagliava un po' defilato rispetto al nucleo centrale del paese, ma ne era parte integrante sicuramente fino a tutto l'Ottocento; riguardo la sua onomastica, si possono fare due ipotesi che, ambedue, confermerebbero la sua ubicazione: 1) il nome deriva dall'ansa che la Strada Statale
64 'Porrettana' fa verso nord-est e che, oggi come allora, in prossimità del Navile e del cimitero, si snoda in una curva assai accentuata (una 'svolta', appunto) prima di proseguire, in modo quasi rettilineo, verso il ponte sul Reno; 2) potrebbe aver preso il quale costituiva la parte iniziale della Navigazione Inferiore nel
suo tragitto via-acqua verso Ferrara e che cominciava proprio nelle sue vicinanze. Ambedue le ipotesi hanno una loro valenza intrinseca, l'una per manifesta attinenza semantica (curva/svolta) e l'altra per palese assonanza fra i due vo-
caboli (volta/svolta).
Alcuni decenni fa, proprio qualche mese dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale, nacque in paese un altro 'borgo' col nome di Borgo Padova. Non si sa bene come e perché, ma avvenne che quel rione, posto tra i due rami paesani del Navile (che si biforcava proprio nelle sue vicinanze, per poi riunirsi alcune centinaia di metri più avanti, nei pressi del cimitero) e che portava il nome di 'Padova', prese anch'esso il 'titolo' di Borgo.
Quindi fu solo nell'immediato dopoguerra che questo agglomerato di case che, come detto poc'anzi, si chiamava Padova, fu 'nobilizzato' col nome di Borgo Padova.

L'appellativo ci suggerisce due ipotesi, entrambe plausibili:
1) il termine venne mutuato chiaramente dalla posizione geografica di quel gruppo di case, situate verso la parte più a nord del paese, cioè in direzione di Padova;
2) la parola si riferiva ad un gruppo di famiglie provenienti dal Padovano che abitavano in quella zona.

E fu così che, per un motivo o per l'altro, quell'agglomerato di case divenne, storicamente, il 'sesto borgo' di Malalbergo.
Oggi, purtroppo, bisogna dire però che i borghi del paese sono quattro (Borgo Angeli, Borgo Botte, Borgo Padova, Borgo Paradiso, in ordine meramente
alfabetico) poiché due di essi sono scomparsi, sicuramente per motivi contingenti.

Ma, pur se ora sono spariti dalla memoria di molti degli abitanti odierni, io vorrei che fossero mantenute intatte, da parte dei cittadini di Malalbergo, sia la reminiscenza storica che l'appartenenza a ciascuno di essi.

Prof. Giulio Reggiani

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