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Wednesday 06/02/2019


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Mercoledì 6 Febbraio 2019, a partire dalle ore 17.30, avranno luogo le celebrazioni in onore di Santa Dorotea, Patrona della Città di Pescia.

Programma:

ORE 17.30 - Ritrovo dei partecipanti presso la Chiesa di San Francesco,
deposizione dei consueti doni in onore della Santa Patrona;

ORE 18.00 - Celebrazione della SS. Messa presso la Chiesa dei
SS. Stefano e Niccolao, presieduta da Monsignore il Vescovo
e celebrata dai Sacerdoti del Vicariato di Pescia.

'La commemorazione liturgica di Santa Dorotea ricorre il 6 febbraio. È patrona dei fioristi e della città di Pescia, e ha come attributo iconografico un cesto di frutta e fiori.
Esistono varie congregazioni religiose intitolate alla santa, le cui suore sono dette Dorotee. Le reliquie di santa Dorotea sono conservate a Roma, nella chiesa trasteverina di Santa Dorotea, e la reliquia del capo era esposta nella Domenica in Albis all'altare maggiore di S. Maria in Trastevere; mentre a Solofra, nella Collegiata di San Michele Arcangelo, si conserva il teschio e diverse ossa di una martire chiamata Dorotea, donato dalla famiglia Orsini, ma è certamente un corpo santo.
La vita di Dorotea è narrata in un'antica passio del Martirologio Geronimiano che la descrive come ‘caritatevole, pura e sapiente'. Di fede cristiana, quando il preside Sapricio le chiese di fare un sacrificio agli dèi, si rifiutò e venne torturata; poi il preside la affidò a Crista e Callista, due sorelle apostate, affinché la convincessero a lasciare la religione cristiana, ma furono loro invece a essere convertite, e quindi bruciate vive, mentre Dorotea fu condannata alla decapitazione.
Sulla strada del martirio, incontrò un tal Teofilo, il quale le chiese ironicamente: «Sposa di Cristo, mandami delle mele e delle rose dal giardino del tuo sposo». Dorotea accettò e, prima della decapitazione, durante una preghiera, un bambino le portò tre rose e tre mele e lei disse di portarle a Teofilo, il quale, visto il prodigio, si convertì al Cristianesimo e fu anch'egli denunciato a Sapricio, che lo fece torturare e decapitare. Per questo la Chiesa lo onora come santo assieme a Dorotea il 6 febbraio.'

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