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43.814854°, 10.674751°

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Entrando da Via Cavour, nella prima campata della navata di sinistra, si trovano i resti del fonte battesimale, fatto costruire dal granduca Cosimo II nel 1615; si notano il segno del Tau, lo stemma mediceo e la scritta fons aquarium viventium, in quibus iustitia originalis pomi noxialis esu deperdita instauratur, erigitur auspiciis et expensis Cosimi ll Medices Aetruriae Magni Ducis anno Domini MDCXV (Il fonte delle acque della vita, nelle quali si rinnova la santità originale, perduta per essersi cibati della mela del peccato, viene eretto per volontà e a spese di Cosimo II dei Medici, Granduca di Toscana, nell'anno del Signore 1615). Proseguendo nella stessa navata si può ammirare la pregevole tavola dell'Adorazione dei pastori, opera di Francesco Morandini da Poppi (XVI secolo), donata alla chiesa di Altopascio nella seconda metà del Cinquecento dal granduca Ferdinando l dei Medici, di recente restaurata a cura della Soprintendenza ai beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici di Pisa. Nella prima campata della navata di destra vi è l'acquasantiera cinquecentesca fatta costruire dal Maestro Ugolino Grifoni, nella quale compare la scritta UG. GRIF. MGR. GNRLS. ALTOPSS, cioè Ugolinus Grifonus Magister generalis Altopassus. L'acquiasantiera era sormontata da una statuetta marmorea del Battista attualmente in sacrestia. I transetti destro e sinistro corrispondono a quanto rimane dell'antica chiesa, ridotta a nudo involucro; vi è inoltre il tronco di una statua di un santo grande pellegrino (XII secolo) con bordone e braccio destro alzato (forse benedicente), che il Tigler ha identificato con S. Cristoforo (e in tal caso il braccio, anziché a benedire, servirebbe a sorreggere Gesù bambino); ma il bastone è obliquo, e quindi in una posizione che non corrisponde a quella, di solito verticale e nella destra, con cui S. Cristoforo è raffigurato mentre vi si appoggia nell'attraversare il fiume. È possibile quindi un'identificazione della statua con S. Iacopo (Filieri - Badalassi).


Sagrestia

Vi si accede dal transetto destro. È coperta con volte a lunette, con al centro uno stemma in pietra di Guglielmo Capponi (maestro dell'ospedale dal 1477 al 1515). Vi si trovano le statue di S. Pietro e S. Paolo, forse databili al tardo Trecento o al secolo successivo (per l'aspetto del volto, della barba e del panneggio) e una figura femminile recante un cartiglio con la scritta Sacrum sacra decent (le cose sacre si addicono al sacro). Quest'ultimo personaggio presenta fattezze stilistiche abbastanza antiche (XIII secolo), ma la scritta sul cartiglio appare piu recente; perciò, a meno di non ipotizzare un'incisione più tarda dei caratteri o una riscrittura (quest'ultima ben poco probabile), si sarebbe come per il Battista in presenza di una scultura arcaizzante nelle forme, ma tarda nella fattura. Sotto il pavimento della sacrestia sono state rinvenute parte delle fondamenta di un muro anteriore alla vecchia chiesa; la posizione dei resti ed un accenno di curvatura hanno portato ad identificarli nell'angolo absidale di una piccola chiesa antecedente a quella antica, probabilmente il primo tempio dell'ospedale, distrutto e sostituito con l'altro a circa un secolo dalla fondazione.

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