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descrizione


Nel 181 a.C. la città di Aquileia diventò colonia romana in quanto punto strategico e militare di un territorio non ancora romanizzato e oggetto degli interessi e appetiti delle vicine tribù galliche. Fù fondata non lontana dal mare per agevolare le navi di grande peschaggio. Furono necessarie grandiose opere di bonifica e canalizzazione che in parte si conservano ancora oggi. Come il canale che mantiene ancora il nome 'Anfora', il quale, con un andamento parallelo a quello della centuriazione del territorio aquilese, partiva dal lato occidentale della città, collegandolo alla laguna.
Nel I secolo a.C. si afferma un fenomeno destinato a costruire uno dei capitoli più originali nella storia di Aquileia. L'attività di importanti botteghe di mosaicisti, arrivate fino a noi, visibili in molte domus ed edifici. Lo sviluppo di questa città è probabilmente da attribuirsi ai soggiorni di Cesare e Augusto che realizzarono varie opere pubbliche. Da notare alcuni clipei in marmo, uno dei quali si trova in prossimità del porto, segno della munificenza dell'imperatore Augusto nei confronti della città.
Da visitare il porto, anch'esso realizzato in epoca agustea, il foro, le produzioni di carattere funerario, le necropoli e le are-ossuario. Il monumento più noto della città resta il foro, situato nel punto d'incontro tra cardine e decumano massimo, pavimentato con lastre di calcare di Aurisina e circondata ad un portico colonnato, leggermente sopraelevato, cui si accedeva mediante tre gradini.

Particolarità
Opere realizzate durante i soggiorni di Giulio Cesare e Augusto

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