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La chiesa, una delle più antiche pievi del contado pistoiese, è nota già dai primi del XII secolo. L' aspetto attuale è il risultato delle trasformazioni e degli ampliamenti del 1759, che hanno alterato l' originario nucleo romanico. Sulla parete sud è appoggiato il corpo della settecentesca canonica, con l' attuale corte, retaggio del medievale chiostro della collegiata.
All'interno è custodita la Sacra Conversazione con i santi Pietro, Sebastiano, Cosma e Silvestro, dipinta tra il 1518 e il 1521 dal pistoiese Leonardo Malatesta (1483-1524) . La pala fu commissionata dall' Opera di S. Pietro per l'altare maggiore della chiesa e da lì venne poi rimossa e posta all'altare di sinistra a seguito dei lavori di ristrutturazione che interessarono l'edificio a partire dal 1759 sino al 1796.
Ai lati del trono si collocano i quattro santi: a sinistra, in primo piano, è presente San Pietro con le chiavi, alle cui spalle si colloca San Sebastiano trafitto dalle frecce. A destra, in primo piano, è raffigurato San Silvestro seguito da Sam Cosma.
La presenza di San Silvestro papa è legata al culto della 'Quaresima o digiuno del lupo', ossia l' antica usanza di digiunare l' ultimo giorno dell' anno collegata all' arrivo dei lupi e degli orsi che scendevano in pianura dal Montalbano nel periodo invernale per sfamarsi. San Silvestro, papa dal 314 al 335, dopo la sua elezione ordinò infatti il digiuno da osservare in determinati giorni dell' anno. Secondo il miracolo riportato da Jacopo da Varagine, San Pietro apparve a Silvestro prima di incontrare il drago, indicandogli come domare la bestia feroce e invitandolo ad andare da lui, a impresa ultimata, a mangiare il pane che gli aveva preparato. L' usanza del digiuno venne osservata dagli abitanti della zona fino al 1586, quando venne indicata come una pratica legata alla superstizione.
All' interno della pieve è conservata una tavola del Cinquecento raffigurante l' Assunzione della Vergine fra i Santi Pietro, Tommaso, Giovanni Battista e Leonardo di un anonimo pittore pistoiese. La Vergine porge a San Tommaso la Sua Cintola (venerata nel Duomo di Prato), mentre San Pietro si volge verso di lei con stupore. San Giovanni Battista indica la Madonna e rivolge lo sguardo verso l' esterno del dipinto; al suo fianco è presente San Leonardo, patrono dei carcerati, come indica la catena, suo attributo.
All' interno della chiesa si conserva anche un importante organo Agati-Tronci, già restaurato nel 1898 e sottoposto ad ulteriore restauro nel 1985.

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