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Teatro


dove / quando


via Cavour, 38-40

San Piero in Bagno, Bagno di Romagna

Forlì Cesena

Emilia Romagna

43.858925°, 11.976510°

Indicazioni stradali


Sempre disponibile


recapiti


Telefono 0543911046
Fax 0543911026
E-Mail info@bagnodiromagnaturismo.it
Sito Web www.bagnodiromagnaturismo.it

NATA - Nuova Accademia del Teatro d'Arte
via G. Bocci, 37 - 52010 Soci (Ar)
fax 0575/561618
tel 0575/561856
nata@nata.it
www.nata.it


costi


Nessun costo inserito


descrizione


Nella 'Decima granducale' del 1765 è documentata l'esistenza di un teatro a San Piero in Bagno
'con palco per le recite e stanza di sotto et platea per udienze, con scenario e suoi resedi', ubicato in Via della Posta (attuale Via del Teatro) ed appartenente alla Accademia degli Ardenti. Nel 1886 è di proprietà del Circolo Popolare Sampierano che l'ha restaurato 'sia per ragioni d'estetica che per le guarentigie di stabilità e sicurezza': in particolare 'il loggione che ricorreva al principio della
platea è stato sostituito con altro di due ordini'; l'illuminazione vien fatta a petrolio e a candele.
Nel marzo del 1900 viene acquistato dalla Società di Mutuo Soccorso tra gli operai ed artigiani di
San Piero in Bagno. Dall'archivio di tale Società, fondata nel 1866, sappiamo che annesso allo
stabile v'era pure la residenza del custode e che il teatro non era in buone condizioni. Agli inizi del 1901 terminano i primi interventi: racconciatura del tetto, imbiancatura, rifacimento di porte e finestre. Nel 1904 è ancora chiuso per ulteriori lavori e vi si possono fare solo feste da ballo in forma privata per il Carnevale. Sappiamo pure che 'il locale non è un Teatro vero e proprio ma una semplice sala teatrale ad uso di spettacoli, spoglia di apparati scenici'; che 'il loggione ricorrente al principio della platea è fatto di tutto materiale' e sostenuto da solidissime colonne in pietra; che la 'bocca d'opera' è stata completamente ricostruita in muratura ampliando la sala e aprendo due porte che a mezzo di scalette mettono in comunicazione la platea col palcoscenico. Nel locale non c'è alcun sistema d'illuminazione elettrica fino al 1907. Il teatro - intestato a Garibaldi, presidente onorario del sodalizio - diviene subito luogo di spettacoli: il 18 settembre 1903 vi è una 'rappresentazione di Cinematografo'; il marionettista Bruto Pedua vi si ferma più volte (1907, 1914), come la Compagnia 'Arte e Diletto' di Santa Sofia o Romeo Montanari marionettista di Bologna. Sono piccoli spettacoli, compagnie del circondario, attori singoli che propongono 'dizione di versi d'autori italiani e dialettali' e che stanno a testimoniare la scarsa capienza di palcoscenico e teatro. Le attivi-
tà preminenti sono feste da ballo, veglioni carnevaleschi, l'esibizione della locale Filarmonica, tombole, saggi delle scuole. I terremoti del 1918 riducono il teatro 'alle sole mura, per miracolo in piedi'. Dopo un periodo in cui si pensa di trasformare lo stabile in case popolari, si forma (1920) una Commissione incaricata di trovare denari per la ristrutturazione. Nel 1923 la Cooperativa di Lavoro ha ultimato i lavori ma sulla nuova struttura interna non c'è documentazione: alcuni anziani rammentano palcoscenico e platea e due ordini di palchi a semicerchio o a ferro di cavallo. L'inferiore, più grande e lungo, partiva quasi a ridosso del palcoscenico e nella parte centrale era sostenuto da colonnine in ghisa. Il secondo palco - detto pomposamente loggione - posava sul precedente con altre colonnine simili ed era più piccolo e corto. Entrambi erano aperti e bordati da una lavorata ringhiera in ferro battuto o ghisa. Nei pochi documenti su tali lavori si accenna, dal 1923 al 1926, a decorazioni con cui si voleva ornare il 'teatrino': vengono presi contatti con la Ditta 'Giuseppe Fattini & C. Pittori e decoratori fiorentini' per 'sopra la bocca d'opera rappresentare in stucco la figura
di Garibaldi sorretta da Vittorie alate, simbolo d'ogni vittoria e d'arte'. Il bozzetto fu commissionato al prof. Bruno Mazzoni di Forlì, ma non se ne fece nulla. Successivamente è il dr. Giuseppe Zaghi della Scuola d'arte applicata di Modigliana ad essere incaricato di decorazioni in gesso e stampi.

Una curiosità: il pittore Armando Spadini, che spesso veniva a San Piero ove aveva sposato
Pasqualina Cervone, dipinse un fondale per uno spettacolo della locale filodrammatica usando una
scopa.

Dopo tale ristrutturazione il Teatrino (200 posti a sedere, buffet e guardaroba) decolla definitivamente: ora da ogni parte d'Italia capocomici, compagnie drammatiche inviano proposte di spettacoli e repertori. giunti fino a noi per documentare la significativa presenza dell'attività teatrale ('La troupe Italiana di prosa e canto di Vittorio Fanelli' di Ozzano Taro - che viene varie volte, con pianista, suggeritore, macchinista e trovarobe con ampio repertorio di canti, canzonette, arie d'opera, duetti e commedie brillanti; 'La Compagnia Drammatica della Città di Firenze', 'La Compagnia Drammatica del teatro veneto di A. Mezzetti', la 'Filodrammatica Ermete Novelli di Cesena', 'La Prima Compagnia italiana di prosa D'OrigliaPalmi', 'La Compagnia drammatica di stato diretta da Armando Patroni' etc... propongono drammoni popolari e commedie in costume.

Dai primissimi anni Trenta è il cinematografo a prendere il sopravvento: lo testimoniano i molti
contratti di noleggio film dall'Istituto Luce, Nova-Film, Metro Goldwyn Mayer. La Ditta 'Bellandi
& Baiocchi' di Firenze nel '39 installa un nuovo macchinario per proiezioni. Nel 1953, anche per il
venir meno della Società Operaia, il Teatro viene ristrutturato: via i due ordini di palchi e spazio ad una galleria in cemento. Concesso in gestione pluriennale funzionerà essenzialmente come Cinema
fino alla sua definitiva chiusura.
Lo stabile, lasciato a lungo abbandonato, fatiscente e pericolante solo di recente è stato donato dagli ultimi Soci della Società Operai al Comune di Bagno di Romagna, che unitamente al 'Parco Nazio-nale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna' lo ha profondamente ristrutturato ed adibito anche a Centro Congressi (2001).

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